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Pd, il caso Pisa oggi sul tavolo di Martina

Pd, il caso Pisa oggi sul tavolo di Martina

Attesa la nomina del commissario. Lo scenario: il centrosinistra al voto con due coalizioni diverse

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PISA. Questa mattina il caso del Pd pisano arriva fino a Roma, sul tavolo dei dirigenti nazionali. Il responsabile enti locali Matteo Ricci ne discuterà direttamente con il reggente Maurizio Martina. Spetterà a loro individuare il commissario per i democratici pisani: potrebbe essere il sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Ma tra i dem locali c’è chi sta cercando ancora di evitare il commissariamento.

Le due parti, quella anti-primarie e quella pro-primarie (c’è chi traduce: anti e pro candidatura a sindaco di Andrea Sefogli), restano nei rispettivi angoli. Il dialogo/duello è affidato ai comunicati. “Pisa per Pisa”, ovvero il “cartello” per le primarie coordinato da Marco Rossi (e di cui fanno parte anche Massimiliano Bacchiet, Carlo Casarosa, Massimo Catastini, Susanna Falsetti, , Rita Lucchi, Renata Palmieri, Aurelio Pellegrini ed Enrico Stampacchia), ricorda l’incontro pubblico di stasera alle Officine Garibaldi (ore 18) dal titolo “Le primarie del centrosinistra per dare voce ai cittadini nella scelta del candidato”. L’obiettivo è illustrare esperienze e risultati delle precedenti consultazioni in provincia di Pisa, in Toscana e in Italia.

Dalla parte opposta il nuovo appello all’unità firmato dal segretario provinciale, Massimiliano Sonetti. «Il nostro partito - scrive - sta attraversando un momento complicato. Faccio appello alla responsabilità di tutti per il bene della città. È solo attraverso l’unità di tutto il centrosinistra che possiamo essere competitivi a giugno, ma non solo: dobbiamo smettere di parlare di persone ed iniziare a occuparci di contenuti, di temi, di programmi. Per questo, fin da ora e nei prossimi giorni, come dirigenza provinciale intendiamo continuare sulla strada dell’inclusività, mettendo in campo tutto l’impegno di cui siamo capaci per arrivare a una soluzione positiva per la città. Tutti sono indispensabili per poter vincere la sfida dell’unità alle elezioni comunali, nessuno escluso. Se ritroviamo unità e senso di responsabilità, ce la possiamo fare. Quell’unità che ha caratterizzato il buon governo di questi ultimi venticinque anni e grazie alla quale possiamo legittimamente candidarci con i giusti elementi di novità per il governo di Pisa».

Il punto è che l’unità (anche della coalizione) passa, per i pro-primarie, dal rispetto dello statuto del partito. E quindi dalle consultazioni ai gazebo in assenza di un candidato largamente condiviso. Quello che si sta verificando. Cosa deciderà eventualmente il commissario? Manterrà l’idea di cercare di evitare le primarie? Questa potrebbe essere in effetti l’indicazione. Ma come giustificare il fatto che in altre città invece si terranno?

Una situazione che a questo punto rischia di portare alla formazione di due formazioni di centrosinistra in competizione alle elezioni amministrative. Da una parte il Pd anti-primarie con probabilmente Mdp di Paolo Fontanelli, Civica Popolare e Partito Socialista. Il candidato? Difficilmente sarebbe Domenico Laforenza senza una squadra unica. Dall’altra i serfogliani del Pd (o ex), In lista per Pisa, Riformisti e Campo Progressista. Candidato Serfogli in caso di uscita dai democratici oppure Paolo Ghezzi. Anche questo è un elemento sul tavolo di Martina-Ricci. (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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