Il presidio
Valore di 51 milioni di euro, debiti per 94
Un patrimonio composto da terreni edificabili e posti barca. Pesano le esposizioni bancarie
PISA. Il porto di Boccadarno è stato inaugurato il 30 giugno 2013. I problemi per la società (gli azionisti principali sono gli imprenditori Panchetti e Marianelli) sono sorti sul secondo livello dell’intervento: lo sviluppo residenziale dell’ex area Motofides.
Nello scorso novembre già la concessione da parte del Tribunale di un concordato con riserva. Una scelta di fiducia verso i vertici ed i professionisti della società per azioni, che hanno avuto due mesi di tempo per lavorare ai passaggi successivi, fino al concordato preventivo, al riparo da decreti ingiuntivi o richieste di fallimento. Il tutto con l’accordo dei creditori, nella quasi totalità gli istituti di credito coinvolti nell’operazione.
Le cifre relative alla situazione finanziaria della Boccadarno Porto di Pisa Spa sono contenute nei dettagli nel decreto di ammissione della procedura di concordato preventivo da parte del Tribunale di Pisa.
L’attivo concordatario ritenuto realizzabile è di circa 51 milioni di euro. Si tratta dunque del valore patrimoniale, ottenuto attraverso una stima prudenziale, dell’area di Boccadarno: comprende i terreni edificabili in prossimità dello specchio acqueo e la fascia lungo via Maiorca più i posti barca.
Dall’altra parte il passivo indicato in circa 94 milioni e 300mila euro è riferito soprattutto ai debiti con le banche più gli interessi.
Fuori dal concordato (seguirà altre procedure) la situazione della Boccadarno Village Spa, proprietaria dei terreni retrostanti (30mila mq) e con un passivo intorno ai 30 milioni di euro.
Sul tavolo della società sono attese almeno due proposte di acquisto da parte di fondi stranieri, che sembrerebbero disposti ad entrare a pieno titolo nella Boccadarno Spa per portare a termine la lottizzazione immobiliare. Nell’ipotesi originaria, poi neutralizzata dalla crisi edilizia, il fronte da cui doveva arrivare il vero business era infatti quello residenziale.
Il concordato, essendo in continuità, lascia al management i poteri gestori pur nei vincoli del piano concordatario, il cui rispetto è controllato dal commissario giudiziale e dal Tribunale.
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