Se n'è andato il padre del vernacolo pisano
Lutto a Pisa: è morto a 90 anni Giancarlo Peluso, anima e cuore della storica compagnia teatrale “La Brigata dei Dottori”
PISA. Se è andato il “padre” del vernacolo pisano. E con lui una pagina di storia pisana, iniziata subito dopo la guerra e arrivata fino ai giorni nostri. Si è spento ieri all’età di 90 anni Giancarlo Peluso , attore, autore e grande poeta vernacolare, ma soprattutto anima e cuore della “Brigata dei Dottori”, la storica compagnia teatrale amatoriale nata nei lontani anni Venti e da lui ricomposta nel 1948, quando ormai la guerra era un ricordo e Pisa ricominciava a risollevare la sua testa. E fu infatti il grande Peluso a trasformare quel sodalizio in quella allegra “Brigata” arrivata fino ai nostri giorni, e che tante risate con le sue celebri parodie ha regalato al grande pubblico, strappando applausi ovunque.
La “Brigata” per Giancarlo Peluso era infatti la sua seconda casa. Una grande famiglia di cui fino a pochi anni fa era stato presidente e alla quale lo legava una fraterna amicizia con tutti i componenti e per la quale aveva scritto pagine memorabili, tutte naturalmente messe in scena: “Arte e Miseria”, “La gita premio”, “Le ’orna”, “L ’Assiurazione”, “La ‘otta” e “La divina ’ommedia”, per non parlare dei suoi tanti monologhi, tra i quali ricordiamo “La gita al mare”, “Le vattro mogli” e “I vattro mariti”. Persona solare, grande comunicatore, Peluso era considerato a tutti gli effetti uno degli ultimi grandi testimoni del vernacolo pisano, al quale aveva dedicato molta della sua produzione letteraria.
Ragioniere nella vita, uomo di cultura e di spettacolo, conosciutissimo nei panni della “Sora Cesira” nel tempo libero. «Giancarlo era un personaggio straordinario dal carattere forte e molto cordiale – così lo ricorda Lorenzo Gremigni , componente del Crocchio Goliardi Spensierati – . Veramente un capocomico di altri tempi e un grande maestro per i teatranti vernacolisti». A piangere Peluso è anche Atos Davini, una vita trascorsa al suo fianco all’interno della “Brigata". Ed è alle pagine di Facebook che Davini affida il suo struggente ricordo «Inutile dire che con lui se ne va una parte di me. La Brigata nella quale ha militato fin dal 1948, e della quale è stato presidente fino a pochi anni fa, oggi si veste a lutto per la perdita di un maestro, di una figura insostituibile che fino all’ultimo, pur sofferente per la sua grave malattia, non faceva mancare ai colleghi ed agli amici che andavano a trovarlo battute spiritose che erano innate in lui. Oggi il mio cuore è a pezzi. Ciao Giancarlo, tutti noi ti siamo grati, ti è grato il pubblico e ti è grata particolarmente la tua amata Pisa, che hai onorato con tutte le tue tante opere letterarie».
Affranto anche Valdo Mori, anch’egli storico componente della “Brigata dei Dottori". «Mi mancherai, caro Giancarlo – scrive Mori –. Ma grazie ai tuoi molti scritti e aneddoti che ci hai lasciato ti ricorderemo per sempre, perché con il tuo esempio di uomo, padre e attore sei stato il mio e il nostro maestro di vita».
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