Il Tirreno

Pisa

Pasquetta d’assalto in Certosa, Ghimenti: «Ora gestione unica»

di Stefano Taglione
Pasquetta d’assalto in Certosa, Ghimenti: «Ora gestione unica»

Il sindaco di Calci rilancia sul progetto di fusione dei musei: «Così risolveremo il problema della mancanza di personale»

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CALCI. «Serve una gestione unitaria della Certosa attraverso una fondazione: due musei e un’unica direzione. Solo così potremo superare i problemi dovuti alla carenza di personale che anche a Pasquetta hanno limitato l’accesso al monumento».

Chiede di accelerare sul progetto di fusione delle strutture culturali il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti. Perché solo così «l’ex monastero certosino potrà essere valorizzato». Come anticipato dal Tirreno, nel Lunedì dell’Angelo, le centinaia di visitatori che volevano entrare nel Museo nazionale della Certosa monumentale e in quello universitario di storia naturale, nel primo caso hanno trovato la strada sbarrata per i biglietti finiti, anche perché l’ultimo ingresso della struttura gestita dal ministero dei Beni culturali (già alle 12.30) era esaurito, mentre in quello dell’ateneo, nonostante le code, era pienamente fruibile. Colpa del blocco del turn over e della mancata sostituzione di sei dipendenti andati in pensione a fine gennaio, come confermato a inizio anno dalla direttrice Antonia d’Aniello.

Ora il sindaco torna a spingere sulla fusione, già prospettata dalla Regione al ministero, tanto che a Firenze è già stato costituito un tavolo tecnico per l’elaborazione del cosiddetto “accordo di valorizzazione” con l’ente comprensoriale, il Comune di Calci, l’università e il Mibact. Dalla prima riunione – tenutasi il 27 febbraio – era stata annunciata perfino la biglietteria unica, come passo propedeutico alla fusione. «Ciò che è successo a Pasquetta è la dimostrazione che così le cose non funzionano – rimarca Ghimenti – e non è certo colpa dell’attuale direzione, ma del ministero che purtroppo con il blocco delle assunzioni statali non può sostituire i dipendenti andati in pensione. Per questo bisogna trovare soluzioni alternative, come la gestione unitaria alla quale tutti insieme da tempo stiamo lavorando. L’iter è già partito e quando si insedierà il nuovo governo parleremo della cosa anche al nuovo ministro».

All’interno della fondazione – questa la modalità che come prima ipotesi era stata prospettata per la gestione dei due musei – il Comune vuole recitare un ruolo da protagonista. «Bisogna lavorare a carte scoperte – continua Ghimenti – e investire risorse per il bene della Certosa e della collettività. Il nostro ruolo vuole essere il più attivo possibile, perché al di là della collaborazione che c’è e ci sarà, sul monumento vogliamo avere voce in capitolo.

Il primo cittadino, a fine marzo, aveva già stretto un importante accordo fra il suo Comune, il centro commerciale naturale e il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa, che prevedeva sconti del 15% nei ristoranti per i visitatori e stand gastronomici all’interno della struttura con i prodotti tipici del territorio. «Purtroppo per impedimenti burocratici non abbiamo potuto fare lo stesso con il Museo nazionale della Certosa monumentale – conclude con un po’ di amarezza Ghimenti – perché loro non erano in grado di sottoscrivere la partnership. Poi è chiaro, i ristoratori lo sconto ai clienti lo fanno comunque, ma certo sarebbe meglio stipulare un’intesa vera e propria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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