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Pisa

I detenuti portano in scena Aristofane ed Ennio Flaiano

I detenuti portano in scena Aristofane ed Ennio Flaiano

Applausi per lo spettacolo organizzato sul palco del carcere Don Bosco Il laboratorio teatrale è promosso da Francesca Censi e dai Sacchi di Sabbia

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PISA. Si apre il sipario al Don Bosco. Diciassette detenuti della sezione maschile e femminile della casa circondariale hanno inscenato, in una sala gremita e brusii di attesa, due piéces teatrali particolarmente apprezzate dagli spettatori: “La Guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano e la commedia “Gli uccelli” di Aristofane. È l’evento conclusivo (ma non sarà l’ultimo) di un percorso culturale riabilitativo e rieducativo che hanno preparato con dedizione Francesca Censi, coordinatrice del laboratorio teatrale, e gli attori della compagnia dei Sacchi di Sabbia Gabriele Carli, Carla Buscemi e Giulia Solano.

«La performance teatrale cade proprio nella ricorrenza della Giornata mondiale del teatro - dice Censi - ed in scena mettiamo il meglio non solo del nostro laboratorio, ma anche di quello proveniente dai laboratori di pittura e di sartoria». Nulla di più grave che incorrere nell’errore di pensare che questi due spettacoli teatrali siano solo due “inscenate estemporanee” e questo perché ci sono due fattori determinanti a favore della vera e concreta possibilità di fare teatro vero e di un certo valore attoriale, in carcere. «Abbiamo provato due volte a settimana per almeno sei ore settimanali e questo per mesi, quindi vogliamo creare o, meglio, intraprendere un percorso che ci porterà ad avere in maniera definitiva una scuola teatrale in questa struttura».

Al progetto credono da ormai tre anni anche i Sacchi di Sabbia, che curano tutta la parte scenica ed attoriale con passione e grande professionalità, nonostante le doverose e stringenti normative di sicurezza.

Ecco che la scenografia è semplice e ricercata con tele dipinte dai detenuti stessi e sedie disposte a semicerchio. Chi vuol fare veramente teatro lo fa e ci riesce. Difficile infatti rimanere insensibili di fronte alla verve e spigliatezza teatrale dell’attrice-detenuta che nell’opera di Flaiano ha interpretato “Il presidente” suscitando applausi e risate. Per la durata dei due spettacoli, il carcere è rimasto fuori, non ha trovato dimora sul palcoscenico.

Il laboratorio teatrale l’anno scorso è stato basato su l’Odissea di Omero, attraverso l’utilizzo sia di rielaborazioni personali di alcuni episodi da parte di detenuti-allievi, sia di passi originali del testo. L’obiettivo del progetto era far diventare quest’esperienza un punto di riferimento stabile e poi di poterla successivamente ampliare anche per la sezione femminile. Obiettivo centrato, dunque. Questa iniziativa, come il percorso teatrale, beneficia dei contributi della Fondazione Pisa e della Regione Toscana ed in platea c’era anche l’assessore alla cultura Andrea Ferrante. Le iniziative al Don Bosco che gravitano intorno al teatro non si fermano. Il prossimo spettacolo sarà incentrato su “La tempesta” di Shakespeare.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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