Il presidio
LeU: il nostro invito non colto dal Pd Servono nomi nuovi
PISA. «All’esito dell’incontro svoltosi ieri sera con il Pd e con le altre liste civiche dell’attuale maggioranza consiliare, riteniamo utile ed opportuno condividere le nostre brevi valutazioni...
PISA. «All’esito dell’incontro svoltosi ieri sera con il Pd e con le altre liste civiche dell’attuale maggioranza consiliare, riteniamo utile ed opportuno condividere le nostre brevi valutazioni auspicando che, in vista delle prossime elezioni amministrative, se ne possa tenere ancora conto per scongiurare l’affermazione della destra». Inizia così una nota di Liberi e Uguali dopo il confronto di sabato nella sede del Partito democratico in via Fratti, alla presenza anche degli esponenti delle altre forze politiche che potrebbero far parte della coalizione di centrosinistra.
Una compagine ancora tutta da costruire come ribadisce questa presa di posizione di LeU, che torna a chiedere discontinuità nelle scelte e confermando quindi il suo no alla candidatura a sindaco di Andrea Serfogli proposta dal Pd.
«Il nostro invito a lavorare insieme alle altre forze democratiche all’elaborazione di un progetto politico e di una candidatura condivisa ed unitaria per il governo della città non sembra essere stato colto - prosegue la nota -. Abbiamo chiesto un gesto di discontinuità a fronte di una situazione difficile e del rischio della prevalenza della destra, elementi che impongono a tutti, specie a chi crede nella buona amministrazione, nella tutela e promozione dei diritti, nella difesa dei ceti più deboli colpiti dalla crisi, una svolta percepibile e significativa. Il Pd, a seguito delle proprie valutazioni, si è limitato a presentare il nome di un proprio candidato formulando una proposta che non si concilia per metodi e contenuti con quanto riteniamo necessario per la costruzione di una coalizione ampia e plurale che sappia attrarre i più larghi consensi e che si presenti alla città come alternativa vincente rispetto alla destra. Per farlo occorre cambiare schema ed impostazione».
«Non si tratta - continua LeU - di una valutazione sulle persone ma di una questione di natura politica, ovvero di come saper cogliere l’opportunità di aprire, anche nella nostra città, una nuova stagione per le forze democratiche e progressiste. Una proposta, sia nelle candidature che nei programmi, che sappia introdurre significativi elementi di novità, che non si limiti a presentarsi come mera continuità dell’amministrazione uscente e che possa aprirsi alla città andando oltre i confini del solo circuito politico. Questo è quello che anche i risultati delle elezioni amministrative di altre città toscane ci insegnano. Del resto la scelta della candidatura a Sindaco costituisce la cifra essenziale di una campagna elettorale e di un programma politico: è quello il primo messaggio con cui ci presentiamo agli elettori e sul quale veniamo giudicati. Senza un segnale di discontinuità (nei programmi e nelle persone), che con umiltà sappia interpretare il voto del 4 marzo, rischiamo - conclude LeU - di non affrontare con i giusti strumenti e con i giusti contenuti la sfida per il governo della città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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