Italia
Il muro schermante costruito da un’azienda di Putignano
PISA. Il laser dei record del Cnr è a chilometro zero. Entrando nel laboratorio dell’Istituto nazionale di ottica la cosa che colpisce di più è la capsula di cemento e acciaio che “imbriglia” il...
PISA. Il laser dei record del Cnr è a chilometro zero. Entrando nel laboratorio dell’Istituto nazionale di ottica la cosa che colpisce di più è la capsula di cemento e acciaio che “imbriglia” il nocciolo dove si sviluppa il laser, talmente potente da essere invisibile e gestibile solo in un’apparecchiatura di un metro cubo di acciaio e alluminio che crea il vuoto.
Leonida Gizzi – laureatosi in fisica a Pisa e con in tasca un dottorato all’Imperial college di Londra – assieme al suo staff ha progettato questo muro di cemento speciale. «È fatto in house – dice Gizzi – lo abbiamo pensato e disegnato in maniera modulare per spostarlo facilmente». Il muro è costituito da un particolare cemento chiamato “baritico”. «Nei blocchetti – spiega Gizzi – al posto della sabbia e cioè del silicio c’è il solfato di bario cosa che conferisce a ogni singolo blocco di calcestruzzo una densità straordinaria».
Si parla di 3.300kg/metro cubo contro i 2.000 circa del cemento. «Ciò ci consente di avere il massimo della schermatura dai raggi con il minimo ingombro», spiega Gizzi. Il muro che delimita il nocciolo è stato realizzato dalla Profeti di Putignano. Questa ditta ha già lavorato con manufatti di cemento per il porto e l’aeroporto di Pisa. Si è pensato anche alla sostenibilità ambientale perché il bario estratto dalle miniere di Trento è naturale e non necessita di procedure particolari per lo smaltimento a differenza dei pannelli di piombo usati per schermare gli impianti radiologici ospedalieri. (c.v.)
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