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Pisa

Esternalizzazioni al Galilei i lavoratori tornano in sciopero

Esternalizzazioni al Galilei i lavoratori tornano in sciopero

Sabato altre quattro ore di stop contro il percorso avviato da Toscana Aeroporti sugli scali di Pisa e Firenze

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PISA. Prosegue l’iter delle esternalizzazioni e, in parallelo, continuano le proteste dei lavoratori e dei sindacati che a questo percorso si oppongono da tempo.

I dipendenti pisani della società Toscana Aeroporti incroceranno nuovamente le braccia il prossimo 24 marzo. Uno stop di quattro ore (dalle 13 alle 17) per contestare il percorso di esternalizzazione e di vendita di alcune lavorazioni che la società di gestione degli scali di Pisa e Firenze sta portando avanti dallo scorso settembre.

I lavoratori contestano in particolare la manovra che prevede la vendita dell’handling, il settore che raggruppa tutte le lavorazioni e i servizi di terra. Una riorganizzazione che segue quella già in corso per il settore security dell’aeroporto di Pisa (partita a gennaio con la pubblicazione di un bando per l’affidamento del servizio) e che, secondo i sindacati, rischia di mettere a rischio il futuro lavorativo di circa 800 lavoratori (tra gli scali di Pisa e Firenze).

Lo sciopero, indetto dalla Filt-Cgil, riguarderà tutti i dipendenti della società nata dalla fusione delle vecchie aziende di gestione degli aeroporti Galilei (Sat) e Vespucci (Adf) impiegati a Pisa, aggiungendo un altro tassello alla mobilitazione scattata lo scorso ottobre che ha portato più volte i lavoratori ad incrociare le braccia creando disagi ai tanti passeggeri che usufruiscono dello scalo cittadino.

La Cgil chiede di evitare «salti nel buio» e di mantenere una quota «significativa» della società che gestirà il settore per «tutelare i servizi e i lavoratori». Nelle scorse settimane, il sindacato ha anche inviato a Toscana Aeroporti una piattaforma per chiedere, anche con l’intervento dell’Enac, di limitare il numero di soggetti che possono operare negli scali toscani per impedire «fenomeni di frammentazione produttiva» e per la definizione di «regole precise per le applicazioni contrattuali ai lavoratori che passeranno nelle nuove aziende, ma anche per quelli in appalto».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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