Il Tirreno

Pisa

LA SENTENZA

Corruzione, paracadutista condannato a due anni

Pietro Barghigiani
Un'aula di Tribunale
◗
Un'aula di Tribunale

L’accusa: prendeva soldi da una nomade per non allontanarla dalla zona Duomo. Scoperto dai carabinieri,  piccole somme versate in più occasioni

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Doveva tenere gli occhi aperti per vigilare su situazioni di pericolo in una delle piazze più frequentate del mondo e, di riflesso, in tempi di terrorismo tra le più sorvegliate. Per l’accusa, però, gli occhi li ha chiusi dietro compenso per lasciare in zona una nomade. Una di quelle habitué del borseggio che staziona in Piazza dei Miracoli a caccia di bersagli. Un campo di battaglia dove ogni giorno va in scena la sfida tra turisti e ladruncole con le forze dell’ordine schierate per impedire che vincano sempre le borseggiatrici. Accusato di corruzione, un militare dei parà in servizio all’epoca dei fatti nell’area monumentale è stato condannato  con rito abbreviato a 2 anni con la condizionale dal gup Pietro Murano (pm Giovanni Porpora). Assolta la nomade a cui veniva contestato il pagamento del prezzo per la sosta in zona. Una leggerezza quella del basco amaranto scoperto nel corso di una breve indagini dei carabinieri. Chiedere soldi per non allontanare una borseggiatrice non è solo un reato con un’aggravante di immagine per chi indossa una divisa. Con il suo comportamento ha pure agevolato la presenza nella piazza di una rom che, con altre “colleghe”, dà vita a un fenomeno, quello dei borseggi, diventato negli anni una piaga per operatori e turisti. Non è stato un episodio occasionale a mettere nei guai il parà. Secondo le indagini svolte per arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio sarebbero state diverse le occasioni in cui la rom avrebbe versato piccole somme per garantirsi la permanenza in zona Duomo. In tutto il militare, presente ieri in aula, si sarebbe messo in tasca sui 140 euro. Una sciocchezza di cui qualcuno si è, comunque, accorto facendo partire gli accertamenti. Con l’abbreviato il militare è stato giudicato solo sulla base degli atti usufruendo dello sconto di un terzo per la scelta del rito. La pena base era, quindi, di tre anni. Scendendo a due con la concessione della condizionale lo spettro del carcere viene definitivamente evitato. Un punto a segno per l’imputato. Restano le implicazioni a livello disciplinare per il parà che si faceva pagare per lasciare una nomade libera di muoversi in Piazza dei Miracoli a caccia di turisti da borseggiare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino