Il Tirreno

Pisa

IMPUTATO IN AULA 

Agenti super armati per il detenuto accusato di terrorismo

PISA. Quando gli agenti della penitenziaria si sono presentati in aula con i giubbotti antiproiettile il primo pensiero è stato quello di veder apparire un imputato di chissà quale profilo criminale....

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PISA. Quando gli agenti della penitenziaria si sono presentati in aula con i giubbotti antiproiettile il primo pensiero è stato quello di veder apparire un imputato di chissà quale profilo criminale. Mistero svelato in pochi secondi: era uno dei due tunisini arrestati il 23 febbraio per terrorismo. Marwen Ben Saad, 30 anni, era già in carcere con l’accusa di evasione dai domiciliari dove si trovava per una storia di droga.

È stato scortato dal Don Bosco all’aula al piano terra del Tribunale dai poliziotti muniti di mitragliette.

Non era un detenuto ordinario, il tunisino che con altri due connazionali è accusato di far parte di una cellula Isis attiva tra Torino e Pisa. Due suoi amici, foreign fighters, sono effettivamente andati a combattere in Siria dove hanno trovato la morte.

È una direttiva del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria quella che ha imposto un simile equipaggiamento alle forze dell’ordine quando il detenuto da tradurre dalle carceri ai Tribunali è accusato di reati da codice rosso a livello di pericolosità.

Ben Saad, difeso dall’avvocato Sara Baldini, doveva rispondere di un episodio di cessione di droga. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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