In tanti alla presentazione del libro di Marco Cappato
PISA. «Quando lo Stato ci impedisce libertà fondamentali per la nostra vita allora quelle leggi, che portano violenza, devono essere abrogate e disobbedire, la disobbedienza civile, è un modo per...
PISA. «Quando lo Stato ci impedisce libertà fondamentali per la nostra vita allora quelle leggi, che portano violenza, devono essere abrogate e disobbedire, la disobbedienza civile, è un modo per onorare le libertà fondamentali di tutti i cittadini dall’inizio alla fine della vita». È in una sala delle Baleari gremita, con oltre cento persone presenti, che Marco Cappato martedì scorso ha presentato il suo libro “Credere, disobbedire, combattere” in un incontro patrocinato dal Comune di Pisa. Il sindaco Marco Filippeschi è intervenuto per un saluto. «Ringraziamo Comune di Pisa e sindaco – ha commentato Enrico Stampacchia portavoce dell’Associazione Luca Coscioni di Pisa – per aver patrocinato l’iniziativa. È stata una dimostrazione di estrema sensibilità su temi molto sentiti dai cittadini». All’incontro sono intervenuti oltre che l’assessore comunale Federico Eligi, anche Mina Welby e Marco Perduca, compagni di militanza, e quindi anch’essi protagonisti del libro di Cappato, che in parte rappresenta una autobiografia politica. Nel libro l’autore narra aneddoti della propria militanza politica radicale anche molto diversi tra loro ma uniti dalla lotta contro i molti probizionismi. «Nella clandestinità – afferma Cappato – si alza il prezzo della prestazione e si incrementa così le disuguaglianze tra chi se lo può permettere e chi no». Uno dei principali racconti riguarda Dj Fabo per ilq uale Cappato è stato processato. «Contro l’eutanasia clandestina – ha sottolineato – è necessario che l’eutanasia sia legalizzata. Ora c’è una legge che è molto positiva, quella sul biotestamento. Ciò che è ancora da fare è la legalizzazione dell’eutanasia per coloro che non sono legati alle macchine ma magari soffrono di dolori insopportabili».
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