Le biciclette vanno... a ruba e l’ateneo si inventa la app antifurto
Sensori e smartphone in dotazione ai vigili urbani, per ora solo a Livorno, aiuteranno a rintracciare i mezzi a due ruote sottratti ai legittimi proprietari: oltre 800 all’anno in città
PISA. A Pisa rubano le biciclette – più di 800 denunce l’anno – ed a Livorno le trovano.
L’ateneo pisano ha ideato un sistema per rintracciare le biciclette rubate (ma in uso per ora solo a Livorno), in grado di permettere l’identificazione della propria bici da parte della Polizia Municipale, che poi avviserà i cittadini del ritrovamento del mezzo grazie a una app installata sui nostri cellulari. Il suo nome è SaveMyBike ed è stato sviluppato al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Regione Toscana all’interno del Programma operativo del Fondo Europeo di sviluppo regionale, in cui ricerca e tecnologia si mettono al servizio delle due ruote, per sostenere e incentivare la diffusione delle biciclette in ambito urbano.
«Uno dei problemi principali connessi all’uso delle biciclette – spiega il professor Paolo Nepa – è quello dei furti. Questo è uno degli aspetti su cui ci siamo concentrati sin dall’inizio e il risultato, presentato pochi giorni fa, è un sistema per rintracciare le biciclette rubate. Il sistema si compone di sensori che vengono installati sul veicolo, e di una app, che si chiama Good_Go, tramite la quale i cittadini possono caricare la foto della propria bici e denunciarne il furto. Quando un ausiliare del traffico o un vigile, mediante un lettore portatile dei tag, ritrova una bici rubata, il suo cellulare manda l’avviso di ritrovamento al legittimo proprietario mediante la app». L’esperimento pilota verrà condotto nel Comune di Livorno, dove il sistema sarà installato gratuitamente su un migliaio di biciclette.
Tramite Good_Go i cittadini possono partecipare a un gioco sociale, che premia con diversi incentivi i comportamenti ecologicamente più sostenibili, in modo da sostituire sempre di più l’uso dell’auto con quello delle due ruote. Il progetto è coordinato da Tages, società cooperativa pisana che opera nel campo della pianificazione e progettazione dei sistemi di mobilità e trasporto delle persone e delle merci e oltre al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, vi partecipano il Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno e le aziende Geosolutions e NewGoo srl.
«Al momento – conclude il professor Nepa – stiamo per terminare la fase di avvio del prototipo della piattaforma “Good_Go” . Una volta pronta, sarà importante che il maggior numero possibile di cittadini si iscriva al sistema per poter partecipare al sistema di premialità per la mobilità sostenibile, e dare un contributo al miglioramento dello stile di vita collettivo e della città in cui viviamo».
Intanto i dati forniti da Pisamo sui furti di bicicletta rivelano una sorta di emorragia difficilmente contenibile. Sono oltre 800 le sole denunce per furto di bici presentate alla polizia nel 2016. Nel 2015 erano 200 in meno. Pisamo, con il suo Ufficio bici sotto la direzione di Marco Bertini, ha messo in piedi un vero e proprio osservatorio sui furti a testimonianza di quanto il fenomeno sia particolarmente diffuso ed odioso in città. Contro i furti, oltre agli stalli blocca telaio, Pisamo ha dal 2008 un servizio di punzonatura dei telai della bicicletta che costa circa 5 euro. Berini dice: «Il sistema ideato dall’ateneo è molto interessante. Non siamo stati coinvolti, come Pisamo, direttamente nella fase di sperimentazione. Speriamo di poter accedere anche noi molto presto in una fase più avanzata, quando saranno chiari i costi ed i benefici. Ne parleremo sicuramente alla prossima Consulta della Bicicletta con assessore ed uffici competenti».
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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