Il Tirreno

Pisa

Via la scritta contro Scieri ma “solo” dopo 18 anni

di Cristiano Marcacci
Via la scritta contro Scieri ma “solo” dopo 18 anni

Il Comune annuncia la rimozione della frase infamante, ma l’intervento era stato sollecitato nei giorni scorsi dall’associazione “Giustizia per Lele”

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PISA. Il comunicato diffuso ieri pomeriggio dall’ufficio stampa del Comune di Pisa potrebbe fare anche sorridere, se non fosse per la drammaticità di un evento accaduto quasi 19 anni fa e dei misteri e delle omertà che si sta trascinando tuttora dietro.

«Il Comune – così recita il comunicato di poche righe – ha provveduto, con un intervento di Avr, a far rimuovere la scritta che offendeva la memoria del militare Emanuele Scieri, apparsa su un muro di via Roma a Pisa, tra il civico 61 e il civico 63».

Emanuele Scieri era un giovane militare siracusano che fu trovato morto in circostanze mai chiarite del tutto il 13 agosto 1999 all’interno della caserma Gamerra. La scritta “apparsa” e fatta rimuovere dal Comune due giorni fa era lì da pochi mesi dopo la morte (o, addirittura, l’uccisione) di Scieri. Ed era oltremodo infamante: “Militari di Merda, tutti come Scieri”. Nessuno se n’era occupato di farla pulire o coprire. Nemmeno la stessa amministrazione comunale.

La svolta c’è stata il 14 febbraio scorso, quando a Palazzo Gambacorti è arrivata la lettera dell’associazione “Giustizia per Lele”, firmata dal presidente Carlo Garozzo. «Scrivo – affermava Garozzo nella lettera – a seguito della segnalazione ricevuta da alcuni cittadini pisani aderenti al gruppo Facebook “Verità e Giustizia per Lele” e da alcuni ex studenti siracusani che frequentavano l’Università di Pisa all’epoca dei fatti e che ancora oggi hanno vivido il ricordo di Emanuele. La segnalazione in questione si riferisce ad una indecorosa scritta di colore verde riportata sulla parete di un edificio sito in via Roma tra i civici 61 e 63. Tale scritta, a firma di qualche facinoroso, sembra che esista da quasi 18 anni e come si potrà notare non è mai stata oggetto di rimozione, ma nel tempo sopra di essa è stata addirittura realizzata una grondaia».

Nella lettera Garozzo chiede al Comune d’intervenire tempestivamente nell’opera di rimozione della scritta, «non solo per la crudezza del contenuto e il richiamo al nostro caro Emanuele, ma anche per non alimentare manifestazioni di odio o posizioni personali contro o a favore del mondo militare».

A Garozzo mercoledì scorso ha risposto per il Comune la segreteria del sindaco, dicendo che «è in corso la cancellazione della scritta». La cosa ha fatto ovviamente piacere all’associazione “Giustizia per Lele”. «Eliminare quella scritta – commenta Garozzo – significa ridare dignità ai tanti giovani che hanno servito e continuano a servire il nostro paese, ma nel contempo non potrà mai cancellare il nostro impegno nella ricerca della verità e della giustizia sulla morte di Emanuele Scieri. Continueremo a lottare senza sosta, certi che la giustizia trionferà e i colpevoli diretti e indiretti risponderanno delle loro azioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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