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Pisa

avis: l’appello del presidente 

Sangue, 400 donazioni in meno lo scorso anno

Sangue, 400 donazioni in meno lo scorso anno

PISA. Quattrocento donazioni in meno nel 2017 rispetto all’anno precedente. E il 2018 comincia malissimo, con una ulteriore riduzione di donazioni: 110 in meno. E l’andamento negativo è la...

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PISA. Quattrocento donazioni in meno nel 2017 rispetto all’anno precedente. E il 2018 comincia malissimo, con una ulteriore riduzione di donazioni: 110 in meno. E l’andamento negativo è la continuazione di almeno un decennio di crisi, più o meno significativa, del settore.

È l’analisi che il presidente dell’Avis di Pisa, Paolo Ghezzi, affida a una lettera aperta ai donatori diffusa tramite la newsletter dell’associazione anche in vista dell’assemblea generale dell’Avis in programma domenica.

«Negli ultimi 10 anni abbiamo registrato costantemente una forte diminuzione rispetto al precedente anno – scrive Ghezzi – Dal 2012 la riduzione è stata di 1500 donazioni nonostante il lavoro dell’associazione abbia consentito l’iscrizione di circa 2500 nuovi donatori. Anche se le emergenze sono praticamente quotidiane e la segreteria ha garantito il supporto trasfusionale richiesto dal Centro Trasfusionale, e nonostante l’attività di promozione dell’associazione, il trend di donazioni non si è mantenuto costante e si è man mano allontanato dal traguardo delle 5000 donazioni annue che ha caratterizzato alcuni anni passati».

Ghezzi si rivolge alla città e al mondo dei donatori. «Ciò che auspichiamo, con il vostro prezioso aiuto, è un cambiamento netto di tendenza in questo 2018 - scrive ancora il presidnete - È necessario, direi indispensabile per la nostra comunità. Un iscritto su due finisce per non donare nell’arco dell’anno solare e questo non può essere interamente ricondotto alle crescenti difficoltà burocratiche e ai criteri di esclusione sempre più stringenti». Il tema del calo delle donazioni è infatti almeno parzialmente collegato alle normative in materia di “requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti” in base alle quali «abbiamo dovuto sospendere moltissimi donatori, ed altrettanti non hanno potuto iscriversi e donare nel 2017» spiega Ghezzi. «Tuttavia in molti casi dipende prevalentemente dalla nostra volontà e attenzione di donatori - aggiunge - La spinta solidaristica che caratterizza noi donatori deve consentirci di superare ogni difficoltà e di rivedere ogni considerazione, pur legittima, su ciò che può essere migliorato o semplificato».

Sul piano dell’operatività dei servizi che consentono l’attività dei donatori Ghezzi riferisce i passi avanti fatti con l’azienda ospedaliero universitaria pisana per migliorare la sala donatori: «abbiamo cercato soluzioni idonee a ridurre i tempi di attesa, riattivato il classico ristoro, migliorato l’accoglienza dei donatori all’accettazione - spiega ancora il presidente dell’associazione pisana - Molto altro si potrà fare per analizzare e cercare di eliminare gli ostacoli e tutti gli elementi di disaffezione al dono. Vorremmo che i richiami al senso di appartenenza ad Avis che cerchiamo di mantenere visibili in città arrivassero al cuore dei nostri iscritti come richiami concreti all’esercizio del nostro ruolo di operatori solidali. Garantire una certa costanza nel dono è il primo dei nostri compiti di associati cui possono affiancarsi anche compiti dirigenziali, sempre e comunque volontari, ed a volte qualche collaborazione nelle iniziative associative. L’invito - conclude Ghezzi rivolgendosi ai donatori - è quello di trovare quel momento del vostro tempo, prezioso, per una donazione al Centro Trasfusionale di Cisanello e per riflettere con attenzione su quanto viene chiesto a noi donatori».

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