Il Tirreno

Pisa

Furto da Bamboo arresto convalidato del ladro per “fame”

di Stefano Taglione
Furto da Bamboo arresto convalidato del ladro per “fame”

Il giudice dispone il divieto di dimora per l’autore del colpo Aveva lo stesso obbligo, ma lo ha violato tornando a Pisa

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PISA. Lo hanno trovato con una bottiglia di aceto cinese. Era stata rubata in viale delle Cascine, dal ristorante Bamboo. Dove nella notte fra sabato e domenica aveva fatto irruzione in preda alla «fame», così si è giustificato ieri mattina, in tribunale, davanti alla giudice Elsa Iadaresta. Ma i grattacapi più grandi – per il titolare del locale famoso in tutta la città per il cibo orientale – erano altri. I danni. Ingenti: soprattutto agli arredi, i mobili in particolare, e all’impianto elettrico.

È stato arrestato per furto e subito rimesso in libertà Ferat Amaroche, un tunisino di 51 anni sorpreso e catturato dalla polizia di Stato quando era ancora all’interno del ristorante asiatico. Gli agenti sono intervenuti dopo la segnalazione dei vigilantes, che si erano appostati all’ingresso con ben tre equipaggi. Il malvivente – già colpito da un divieto di dimora a Pisa – è uscito dopo due notti trascorse nelle camere di sicurezza della questura, con la giudice che – convalidando l’arresto – in attesa del processo ha optato per la stessa misura cautelare da lui violata: il divieto di dimora a Pisa.

Il cinquantunenne – difeso dall’avvocato Alberto Marchesi di Pontedera e con diversi precedenti a suo carico– in aula ha dichiarato di abitare a Viareggio. Secondo quanto accertato dagli agenti di polizia si era introdotto nel locale attorno all’una della notte fra sabato e domenica scorsi, attivando le fotocellule collegate con la centrale operativa delle guardie giurate. È per questo che i vigilantes sono subito intervenuti in viale delle Cascine, chiamando il 113.

I poliziotti, giunti sul posto, sono entrati dal retro del locale, trovando la porta aperta. Hanno fatto lo stesso percorso di Amaroche. E una volta dentro lo hanno sentito muoversi in cucina, dove lo hanno sorpreso dietro al bancone «in posizione fetale», ha ricostruito ieri un agente delle volanti pisane, chiamato a testimoniare in tribunale. Il pubblico ministero onorario, Vincenzo Molinaro, per l’uomo aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma la giudice Iadaresta ha ritenuto sufficiente l’obbligo di dimora. L’avvocato difensore – Alberto Marchesi – per l’uomo ha chiesto i termini di difesa. Prossima udienza il 22 febbraio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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