Il Tirreno

Pisa

Morto nel cantiere navale almeno due gli indagati

di Pietro Barghigiani
Morto nel cantiere navale almeno due gli indagati

Slitta l’autopsia del saldatore in attesa di notificare tutti gli avvisi di garanzia L’ipotesi della caduta per l’assenza di una tavola nel ponteggio coperto da un telo

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. È il momento dei riscontri e dei confronti tra Procura e ispettori Asl per individuare le figure professionali che per ruolo o responsabilità oggettiva finiranno sul registro degli indagati per omicidio colposo.

La valutazione delle singole posizioni che ruotano attorno a un ambiente di lavoro ha impegnato gli inquirenti anche nella giornata di ieri. L’ipotesi è che siano almeno due, come minimo, i probabili indagati per la morte nel cantiere della Seven Stars di Alessandro Colombini, 39 anni, di San Lorenzo a Pagnatico, sposato e padre di un bimbo di 8 anni. Un volo fatale da un’altezza di almeno 14 metri.

Fino a che la Procura, il magistrato che si occupa del caso è Miriam Pamela Romano, non avrà formalizzato l’iscrizione degli indagati non potrà essere disposta l’autopsia. Di qui lo slittamento ai prossimi giorni dell’esame autoptico sul corpo che da mercoledì notte è a medicina legale. Tra oggi e domani il quadro sarà più chiaro. Partiranno le comunicazioni agli indagati che, come forma di tutela, avranno la possibilità di nominare avvocati e medici legali per poter partecipare all’autopsia. Un accertamento tecnico non ripetibile del quale devono essere messi a conoscenza per incaricare i propri consulenti.

La dinamica dell’infortunio mortale è in fase di ricostruzione da parte dei tecnici Asl sulla base delle testimonianze dei colleghi e sull’esame della porzione del ponteggio da cui è caduto il saldatore.

L’impalcatura non è stata installata da Colombini o da qualcuno della ditta per cui lavorava, la Mp Metal di Cascina. Lo scenario plausibile è che per non imbrattare le tavole del ponteggio nella fase di verniciatura dello yacht in refitting siano stati stesi dei teli di nylon. Un’imbracatura utile a raccogliere gli schizzi delle tinte, ma capace anche di occultare i piani su cui appoggiare i piedi. Il saldatore nello spostarsi potrebbe aver messo il piede in un punto in cui non c’era il pannello. Solo che non poteva saperlo perché il vuoto era coperto dal nylon.

Sull’episodio Nicola Fratoianni, capolista alla Camera per Liberi e Uguali a Pisa, annuncia che «poiché siamo in presenza di un secondo episodio mortale a distanza di pochi anni da uno precedente nello stesso luogo di lavoro, abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare dei deputati di Leu al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per sapere con precisione quali provvedimenti ispettivi fossero stati attivati in passato per garantire la sicurezza su quel posto di lavoro. Nessun intento punitivo. Vogliamo semplicemente che il Parlamento e l'opinione pubblica siano informati con chiarezza su quanto sia stato fatto in quella realtà nella prevenzione e nella tutela della salute dei lavoratori».

Ieri pomeriggio la seduta del consiglio comunale è stata aperta, su invito del presidente dell’assemblea, Ranieri Del Torto, con un minuto di silenzio in ricordo dell’operaio.

Intanto, la casa di Colombini anche ieri è stata meta di visite da parte di amici e parenti. Tutti vicini alla moglie Donatella Alboretti e al piccolo di 8 anni che non vedrà mai più suo padre. In alcuni bar della frazione sono state organizzate raccolte di fondi per aiutare la famiglia visto che il saldatore era l’unico a lavorare. Ieri sera nella chiesa si è tenuta anche una veglia di preghiera. Per Alessandro e per i suoi familiari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino