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Pisa

I genitori: «Non fate uscire i ragazzi da scuola»

I genitori: «Non fate uscire i ragazzi da scuola»

Psicosi al Russoli e al liceo Carducci, in centro. La preside: «Ritardate le uscite di 15 minuti»

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PISA. «Per favore, non fate uscire i nostri figli da scuola. C’è una persona armata che sta scappando dalla polizia».

Una, due, tre. Decine le telefonate che intasano le segreterie del liceo artistico Russoli di via San Frediano e del liceo Carducci di via San Zeno, a due passi da piazza Santa Caterina. Con madri e padri che supplicano le collaboratrici scolastiche e le insegnanti a restare chiuse in classe insieme agli alunni. Sono le 14, le lezioni sono appena finite. Le forze dell’ordine hanno praticamente cinto d’assedio Palazzo blu, per poi andarsene visto che lì la presenza dello sparatore Patrizio Giovanni Iacono si rivela per fortuna un falso allarme.

Ma in città, dopo la sparatoria del Cep, è scattata la psicosi. Tanto che si è sparsa la voce, falsa, che il giovane malvivente, 21 anni, si aggiri armato proprio nei dintorni di piazza dei Cavalieri e piazza Santa Caterina. A raccontare la paura nelle scuole è direttamente la preside del liceo Russoli, Gabriella Giuliani. «I ragazzi erano già fuori dai cancelli e per precauzione sono stati invitati a non procedere verso i lungarni per circa 15 minuti», spiega la dirigente scolastica. Con le custodi che hanno fatto rientrare gli scolari nel cortile interno e, in alcuni casi, pure nelle classi. «Io non ero presente in istituto, c’era la mia vice – continua la professoressa Giuliani – ma abbiamo agito così per il timore di un pericolo imminente, ovviamente per proteggere gli studenti».

Sono stati direttamente i genitori ad avvertire la scuola, nel caos psicosi scatenatosi nei minuti immediatamente successivi al blitz delle forze dell’ordine fra Palazzo blu e la sede del municipio. «Ci hanno telefonato – conclude la preside – e noi abbiamo convenuto con loro».

La stessa cosa è accaduta in via San Zeno, al liceo Carducci, la scuola delle scienze umane e con gli indirizzi economico-sociale, linguistico e musicale. Gli insegnanti hanno subito telefonato a carabinieri e polizia, per capire cosa stesse accadendo, poi dopo 15-20 minuti hanno autorizzato gli alunni a lasciare gli istituti.

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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