Italia
La chiesa della Spina riabbraccia le tele trasferite nel 1800
PISA. Tornano alla chiesa di Santa Maria della Spina le tele che furono rimosse nella seconda metà dell’Ottocento per consentire lo spostamento del monumento dalle sponde dell’Arno, al di sopra delle...
PISA. Tornano alla chiesa di Santa Maria della Spina le tele che furono rimosse nella seconda metà dell’Ottocento per consentire lo spostamento del monumento dalle sponde dell’Arno, al di sopra delle spallette nella sua attuale posizione.
Ideata a curata da Cristiano Giometti, dell’università di Firenze, la mostra “Ritorno alla Spina. Il ciclo pittorico Cinque-Seicentesco” comprende un gruppo di opere realizzate proprio per la Spina tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo. Il ciclo fu smantellato qualche tempo prima dell’avvio dei lavori iniziati nel 1871, per essere trasferito dapprima nella chiesa di San Giorgio dei Tedeschi all’ospedale dei Trovatelli e in seguito nei locali dell’ex direzione del Santa Chiara.
L’esposizione, a ingresso libero, sarà inaugurata domani alle 16 e rimarrà visitabile fino al 4 marzo. Il lunedì sarà aperta dalle 10 alle 13, dal martedì al giovedì dalle 15 alle 19, mentre il venerdì, il sabato e la domenica sia dalle 10 alle 13, che dalle 15 alle 19. Il gioiello gotico dei lungarni pisani è stato recentemente restaurato dal Comune di Pisa, che ne è il proprietario, e da allora si sono susseguite una serie di esposizioni. Da alcune settimane il monumento è accessibile a tutti grazie ad una speciale piattaforma mobile a scomparsa che consente l’ingresso alle persone con disabilità fisica.
«Dalla riapertura, la chiesa della Spina sta vivendo una stagione di nuova valorizzazione. Abbiamo consolidato un orario giornaliero di apertura e di visita piuttosto ampio e abbiamo reso possibile l'accesso dei disabili. Sono stati organizzati eventi di grande livello con un riscontro mediatico che ha visto questo monumento importantissimo citato sulle principali testate nazionali. Ora riscopriamo le opere che hanno ornato questo spazio per secoli, un’occasione sicuramente da non perdere» commenta l’assessore alla cultura Andrea Ferrante. L’allestimento grafico è curato da Ezio Virgili.
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