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Lite sul treno pendolare: «L’agente non lo colpì»
PISA. «Il poliziotto? Non ha messo le mani addosso a nessuno. Anzi: è intervenuto dopo che mi ha visto alterata e dispiaciuta per quello che era appena successo». Il commercialista «mi ha offesa,...
PISA. «Il poliziotto? Non ha messo le mani addosso a nessuno. Anzi: è intervenuto dopo che mi ha visto alterata e dispiaciuta per quello che era appena successo». Il commercialista «mi ha offesa, dicendo che ero una semplice bigliettaia. Mi ha apostrofata in malo modo».
Silvia Molesti, dipendente di Trenitalia, è una delle addette alla biglietteria della stazione di Pontedera. E ieri - chiamata come testimone - ha parlato davanti al collegio giudicante del Tribunale di Pisa per il processo che vede imputato il poliziotto Maurizio Lupi, ora in commissariato a Pontedera, per i reati di lesioni e abuso d’ufficio. L’agente - secondo l’accusa - il 24 giugno del 2013, durante un controllo a bordo di un treno regionale, avrebbe colpito alla nuca il commercialista Massimo Cacciuttolo.
Il professionista, diretto a Pisa, si era presentato alla biglietteria con una banconota talmente usurata che la dipendente l’ha seguito fino al binario per restituirgliela. Coprendo lei stessa - si saprà in seguito - la cifra mancante.
È proprio sulla banchina che fra i due scoppia un diverbio. È il secondo, in verità, perché una prima discussione era iniziata durante l’acquisto del titolo di viaggio. Il commercialista, infastidito, appena arriva il treno sale a bordo. Ed è a questo punto che entra in scena il poliziotto che - notando la donna alterata per l’accaduto, che inizialmente aveva scambiato per capotreno - sale sul convoglio insieme a lei per identificare Cacciuttolo. Che subito non vuole esibire i documenti e verrebbe fatto scendere dal convoglio, come ha ricostruito il suo avvocato, Francesco Esposito Ziello, durante un’udienza preliminare per un altro procedimento - in questo caso davanti al gup - che vede il commercialista indagato, nella stessa circostanza, per calunnia.
Una ricostruzione, quella del legale, su cui la testimone non è d’accordo. La dipendente infatti, oltre ad aver smentito ogni episodio violento, ha spiegato che il commercialista sarebbe sceso dal convoglio «di sua spontanea volontà». «Lupi non ha alzato le mani a Cacciuttolo», ha rimarcato la ferroviera, sottolineando come il poliziotto, sempre davanti al professionista, abbia chiamato i rinforzi della polizia di Stato, poi giunti in stazione con una pattuglia. Anche un addetto delle pulizie, in quel momento al binario uno, davanti ai giudici e al pubblico ministero ha dichiarato di non aver assistito a episodi violenti. Ma il processo va avanti: nel corso delle prossime udienze verranno sentiti altri testimoni.
Stefano Taglione
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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