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I fanghi dragati a protezione dello sponde del canale

I fanghi dragati a protezione dello sponde del canale

PISA. I fanghi di dragaggio del canale dei Navicelli al centro di un progetto per il trattamento, finanziato dall’Ue nell’ambito del programma di “Cooperazione Interreg Italia Francia Marittimo 2014-...

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PISA. I fanghi di dragaggio del canale dei Navicelli al centro di un progetto per il trattamento, finanziato dall’Ue nell’ambito del programma di “Cooperazione Interreg Italia Francia Marittimo 2014-2020”. I partner italiani sono le Regioni Liguria e Sardegna, quelli francesi Corsica e regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. A Pisa in questi giorni l’incontro dei promotori. Pisa partecipa con Navicelli Spa e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università, a cui si aggiunge la Provincia con il ruolo di coordinatore. «La Provincia di Pisa, nonostante le difficoltà a cui sono sottoposti questi enti, è in grado di farsi capofila di un progetto all’avanguardia», dice il presidente Marco Filippeschi.

L’obiettivo è la gestione innovativa dei fanghi di dragaggio, strada già intrapresa da Navicelli Spa per la creazione della pista ciclabile lungo il canale omonimo. In questo caso, invece, si testerà un sistema per l’essicazione del materiale fangoso: dopo il dragaggio, il materiale sarà inserito in geotessili tubolari, cioè involucri che saranno posizionati sugli argini del canale, in un tratto di circa 100 metri prima dell’Incile, per contribuire alla stabilità degli argini ed a limitarne la naturale erosione. «Navicelli Spa continua la sua opera di valorizzazione della Darsena Pisana», dice Giovandomenico Caridi, presidente di Navicelli Spa. L’altro elemento di innovatività è la ricerca di Scienze della Terra. «In una prima fase, analizzeremo la composizione in metalli nei sedimenti della pianura pisana, da nord dell’Arno fino a Calambrone - spiega il professor Giovanni Sarti e continua -. In seguito ci concentreremo sui Navicelli, per valutare se i valori in metalli riscontrati nel canale e nelle zone adiacenti sono in linea con i valori dovuti al fondo naturale del terreno». Il progetto durerà fino al febbraio 2020.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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