Italia
La Costituzione a tutti gli alunni pisani
Elementari, medie e superiori: 55mila copie. Valeria Fedeli: un antidoto contro i nuovi fascismi
PISA. Tra pochi giorni una copia della Costituzione sarà inviata a 55.231 studenti (elementari, medie e superiori) dei 56 istituti della provincia di Pisa, sia statali che paritari. Una per ogni alunno. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla ministra all’Istruzione Valeria Fedeli. Perché questa decisione? «Il modo migliore - risponde la ministra - per difendere e dar forza alla Costituzione è metterla nelle mani delle ragazze e dei ragazzi. È un testimone che devono portare nel futuro, dono prezioso delle generazioni passate. La scuola deve formare, non solo offrire nozioni, ma costruire una comunità che si riconosce nei suoi valori, scolpiti dalla resistenza e dall’antifascismo, dalle battaglie per il lavoro e per l’uguaglianza, contro le discriminazioni. Far conoscere la Carta, per riprendere le parole di Liliana Segre, significa combattere il razzismo e la xenofobia “classe per classe, testa per testa”.
Ma perché proprio la Costituzione come regalo? «È un regalo ai ragazzi, ma è un regalo anche alla Costituzione, che quest’anno compie 70 anni: consegnarla ai più giovani è il modo migliore per difenderla e renderla più forte. È un antidoto contro il riemergere di nuovi fascismi, di atti di violenza, intolleranza e xenofobia: lì dentro ci sono diritti che sono costati la vita a tanti giovani come loro, alle ragazze e ai ragazzi di oggi spetta il compito di reclamarli ed affermarli. Le madri ed i padri costituenti li hanno scritti, a loro il compito di renderli vivi ogni giorno. È una responsabilità ma anche una grande occasione».
Leggi razziali, fascismo: pensa che queste cose gli studenti non le sappiano? «Penso che debbano studiarle, conoscerle, ma poi farle proprie. Spesso mi viene da pensare che per un ragazzo di oggi quel periodo ha la stessa distanza temporale che per la mia generazione aveva il Risorgimento. Ecco, sta a noi adulti far in modo che quella distanza non diventi distacco. Dobbiamo aiutarli a considerare la storia una lezione per il futuro. Io mi fido dei nostri ragazzi, li ho accompagnati per due anni con il “Viaggio della Memoria” in visita ai campi di concentramento, ho guardato i loro occhi prima di varcare i cancelli e poi quando sono usciti, pieni di consapevolezza e coscienza». Ma la ministra Fedeli, se dovesse fare una lezione sulla Costituzione, di che cosa parlerebbe? «Sicuramente dell’art. 3. Il più potente e ricco di tutti. È un manifesto per una società migliore, con meno discriminazioni, più uguaglianza ed opportunità. È bellissimo perché parla di diritti, di lavoro, di possibilità di crescita, di studio. Non si limita ad affermare l’uguaglianza, ma attribuisce alla Repubblica, a ciascuno di noi, il compito di lavorare per eliminare ogni disuguaglianza e garantire pari opportunità».
Lì c’è ancora scritta la parola “razza”: la toglierebbe? «Discutiamone, senza dimenticare però che le nostre madri ed i nostri padri costituenti fecero ricorso al termine “razza” proprio per ricordare un momento drammatico della nostra storia come le leggi razziali e per affermare in modo inequivocabile che non esiste alcuna diseguaglianza o supremazia legata alla “razza”, e che tutte le donne e tutti gli uomini fanno parte della stessa umanità. Ricordiamocelo sempre».
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