«La campagna per le comunali va sospesa fino al 4 marzo»
Ermete Realacci (Pd): il ritardo sulla scelta del candidato sindaco è evidente, ma in queste settimane si rischia solo di fare danni. Non è il periodo adatto per una ricucitura politica nell’interesse della città
PISA. «La discussione sulle elezioni amministrative va sospesa, congelata, fino al 4 marzo». Il consiglio/indicazione arriva da Ermete Realacci, già coordinatore del comitato dei saggi chiamato nei mesi scorsi dal Pd pisano per tracciare la strada verso le comunali. Un’opera di consultazione della città, in tutte le sue espressioni, che si è conclusa a fine ottobre.
Mentre i democratici locali intendono ora ripartire con una nuova delegazione per la definizione di candidature ed alleanze con le altre forze della coalizione, Realacci chiede di separare le due competizioni elettorali, che pure in città già rischiano di sovrapporsi, fino all’esito del voto per le politiche.
«Il partito è in ritardo nella definizione della candidatura a sindaco e questo è chiaro», dice il deputato uscente (non ricandidato a sorpresa), che aggiunge: «Eppure il tempo non mancava, si sapeva che il sindaco Filippeschi è a fine mandato. A dirla tutta, la situazione era di evidente ritardo anche quando mi hanno chiamato per il comitato dei saggi. Ma parlarne ora in campagna elettorale per le politiche è profondamente sbagliato per la città».
Quello di Realacci è, in pratica, un invito ad usare il buonsenso. Lo spiega con concetti semplici: «La campagna elettorale è già molto aspra. I toni sono scomposti. E la posta in gioco ora non è il futuro di Pisa. Per questo la tempistica è sbagliata, non è il periodo adatto per una ricucitura politica nell’interesse della città». Un passaggio, quest’ultimo, con riferimento diretto ad Articolo Uno-Mdp di Paolo Fontanelli che sta conducendo una campagna elettorale nazionale in contrasto con il Pd. Le logiche locali potranno essere altre. Ma solo dopo il voto nazionale. «Avevo già ben chiara - riprende Realacci - l’esigenza di costruire una coalizione ampia, anche con Fontanelli. Ma se si continua ora si fanno solo danni. La questione va sospesa e ripresa dopo il 4 marzo».
Realacci è stato escluso dalle liste di Renzi al pari di Federico Gelli, ancora incertissimo nell’accettare o meno la candidatura a sindaco. «Non riesco a comprendere i motivi dell’esclusione di Federico, indipendentemente se vorrà o meno candidarsi a sindaco. Nel suo settore - prosegue Realacci - ha fatto un ottimo lavoro: non vedo in campo molte competenze alternative adeguate. Ora dovrà fare scelte di carattere personale, di vita. Il giudizio sulla sua persona è noto, è uno dei profili emersi dopo il lavoro, molto accurato, svolto dal comitato dei saggi. Non saranno certo questi giorni che mancano al voto politico a fare la differenza».
Anche di Realacci si era ipotizzata una possibile candidatura in extremis. Ma non sarà così: «Sono apprezzamenti che fanno piacere. Per quanto possibile sarò al fianco della città, ricordo che sono iscritto al circolo Pd di Pisa centro. Ma se ci fosse stata una minima possibilità di essere candidato mai avrei accettato di essere il coordinatore del gruppo dei saggi. Non si può essere arbitro e giocatore. Mi sembra una regola base che è necessario osservare. E rispettare».
Francesco Loi
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