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Il tram-treno soluzione contro il traffico
I risultati del convegno organizzato in Comune dall’Associazione per la Mobilità Toscana
PISA. Nessuna politica di limitazione del traffico privato può avere successo senza un trasporto pubblico efficiente. È il messaggio principale che arriva dal convegno “Politiche dei trasporti per una mobilità ecologica a Pisa e nell’area vasta. Dal tram-treno alla mobilità dolce”, organizzato dalla Associazione per la Mobilità Toscana. Nell’occasione è stata rilanciata l’integrazione ferrotranviaria dei trasporti nell’area vasta (Pisa, Lucca, Livorno, Pontedera, Viareggio) attraverso il tram-treno, in grado di percorrere sia i tracciati ferroviari che quelli urbani. Pierluigi D’Amico, già presidente del comitato promotore del referendum sul traffico del 1988, ha detto che, per ridurre gli alti livelli di inquinamento e rendere vivibile la città, occorre diminuire il numero di auto in circolazione per far posto alle infrastrutture della mobilità ecologica, percorsi pedonali, ciclabili e tranvia.
Giovanni Mantovani, presidente del comitato scientifico di Amt, già responsabile del procedimento della tranvia fiorentina, ha illustrato l’enorme diffusione in Europa, anche in città della dimensione di Pisa, dei moderni tram e tram-treno, che consentono di aumentare esponenzialmente i passeggeri e di abbattere sensibilmente i costi di gestione del servizio pubblico. Andrea Spinosa, pianificatore dei trasporti ed autore del sito Cityrailways.it, ha dimostrato, attraverso gli elevati numeri della domanda di trasporto a Pisa e nell’area vasta, che linee di tram treno che colleghino i centri delle principali località dell’area vasta siano anche convenienti economicamente. Si è poi soffermato sulla maggiore produttività ed efficienza economica che si sarebbe potuta ottenere attraverso un servizio ferroviario potenziato verso l’aeroporto rispetto al People Mover.
Terenzio Longobardi, ecologista storico ed ex assessore provinciale, ha illustrato i limiti degli ultimi progetti infrastrutturali (People Mover, filovia-busvia), ha stigmatizzato il comportamento delle amministrazioni comunali di Pisa e Livorno che dopo il 1999 rinunciarono a portare avanti alcuni progetti tranviari predisposti da una società specializzata, finanziati dallo Stato per 70 e 78 miliardi di lire. Longobardi ha poi illustrato un’ipotesi di lavoro di costruzione di due linee di tram-treno nell’area pisana, una linea con utilizzo dei binari della linea Lucca–Pisa, da San Giuliano Terme a Pisa San Rossore per poi percorrere il lungarno di Tramontana e un'altra linea sul sedime ferroviario della Firenze-Pisa per poi immettersi dalla stazione centrale nella viabilità urbana fino all’ospedale di Cisanello riprendendo una parte delle ipotesi progettuali abbandonate vent’anni fa. L’intervento si è concluso con un appello al futuro sindaco di Pisa ad assumere un’iniziativa politico-amministrativa per la pianificazione del trasporto pubblico nell’area vasta costiera, con al centro il tema dell’integrazione ferrotranviaria. Nel dibattito è intervenuto l’assessore alla mobilità Giuseppe Forte.
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