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Pisa

Sul manifesto della ministra c’è l’articolo 3 

Valeria Fedeli: non la faccia ma la nostra Costituzione

Valeria Fedeli: non la faccia ma la nostra Costituzione

PISA. Una scelta precisa. Non il suo volto, come da tradizione, ma l’articolo 3 della Costituzione. E uno slogan: «È bello scegliere da che parte stare». La ministra Valeria Fedeli (Pd) ha cominciato...

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PISA. Una scelta precisa. Non il suo volto, come da tradizione, ma l’articolo 3 della Costituzione. E uno slogan: «È bello scegliere da che parte stare». La ministra Valeria Fedeli (Pd) ha cominciato la sua campagna elettorale da candidata nel collegio uninominale per il Senato. «Il mio impegno di sempre, dalle assemblee studentesche fino alle prime riunioni sindacali con le colleghe della scuola, nella Camera del Lavoro di Milano e poi al nazionale e poi ancora a livello europeo, così come nel lavoro istituzionale, politico e di governo, ha sempre avuto un grande riferimento valoriale ed un quotidiano impegno: realizzare gli obiettivi dell’articolo 3 della Costituzione», spiega.

«Permettere a tutte ed a tutti di vivere una vita dignitosa, partendo dal lavoro, rimuovere gli ostacoli, le disuguaglianze e le discriminazioni, permettere ai giovani di poter emergere indipendentemente dalla condizione economica e sociale della famiglia, costruire le condizioni per una crescita sostenibile. Questi - dice ancora Valeria Fedeli - sono gli obiettivi che animano il mio lavoro: ho sempre pensato che per migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori bisognasse impegnarsi a fondo nella contrattazione».

«Ed ho sempre pensato - aggiunge il ministro - che le battaglie non finiscono mai, perché ogni giorno l’obiettivo è fare meglio di quello precedente, perché di diritti e giustizia non ce ne sono mai abbastanza. La Costituzione è per me la religione civile del nostro stare insieme, il libro da leggere quando si è davanti a scelte difficili, una Carta di impegni che ci ha lasciato la lotta di liberazione dal nazifascismo e che dobbiamo portare ogni giorno più avanti».

Il riferimento alla Costituzione torna anche a proposito delle polemiche sulle composizione delle liste del Pd e sull’accusa di essere diventato il partito di un uomo solo. Fedeli spiega di averle trovate «non solo infondate ma anche offensive. Perché il Pd è un partito plurale come dimostrano le storie così diverse dei candidati che oggi sono qui con me dal professor Stefano Ceccanti, a Rosa Maria Di Giorgi, a Susanna Cenni a Lucia Ciampi. Ognuno di noi ha la propria formazione, siamo diversi, ma ci unisce una comune base di valori che è quella che sta scritta nella Costituzione su cui è nato il progetto Pd, uno strumento aperto e plurale per dare finalmente una casa comune ai riformismi italiani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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