Il presidio
A Ospedaletto le telecamere ci sono ma non funzionano
PISA. «Sul tetto del capannone accanto al campo nomadi il Comune aveva installato delle telecamere. Il problema è che da 3-4 anni sono spente, non funzionano più. Si sono rotte e nessuno ha pensato...
PISA. «Sul tetto del capannone accanto al campo nomadi il Comune aveva installato delle telecamere. Il problema è che da 3-4 anni sono spente, non funzionano più. Si sono rotte e nessuno ha pensato di metterle a posto. Avere più vigilanza sarebbe importante, anche se è chiaro che ormai tutti noi ci siamo attrezzati. Gli episodi di delinquenza e inciviltà qui a Ospedaletto sono all’ordine del giorno».
Maurizio Fontanelli è il titolare di Intergomma, una delle storiche e più importanti aziende che si sono insediate nell’area industriale alla periferia di Pisa. L’imprenditore – nel febbraio del 2013 – mentre raccoglieva la batteria del telefonino caduta a terra fu aggredito alle spalle da un giovane rom, che lo ferì a un occhio. Un episodio di violenza dopo una lite con altre due persone.
A inchiodare il picchiatore fu proprio una telecamera del Comune, insieme ad altri frammenti video immortalati dal sistema a circuito chiuso di Intergomma. Ma a distanza di cinque anni – dopo l’episodio di sabato scorso che ha visto la concessionaria Giustiauto trasformata in autoscontro da due bimbi di 10 anni intrufolatisi nel piazzale – il gommista torna alla carica. «Per la sicurezza – dice – servirebbe più telecamere e francamente non capisco come mai finora siano rimaste spente. Se le mie non funzionassero, le sostituirei».
Palazzo Gambacorti conferma il black-out perenne del sistema di videosorveglianza, ma precisa che si trattava di telecamere «per la viabilità e non collegate alla rete di sicurezza urbana». Impianti mai a disposizione, a ogni ora del giorno a della notte, ai comandi delle forze di polizia. È senz’altro vero, quindi, che prima c’erano, ma comunque non potevano essere efficaci come le altre, per altro mobili e di ultima generazione, installati nel centro storico.
L’amministrazione, inoltre, fa presente che l’obiettivo ora è aumentare la vigilanza anche a Ospedaletto. E dopo che entro fine mandato gli occhi elettronici saranno estesi in altre due zone calde della città, nei quartieri di Putignano e Porta a Mare, si procederà anche nell’area industriale. Tuttavia l’obiettivo primario, entro fine mandato – come confermato ancora una volta qualche giorno fa dall’assessora al sociale, Sandra Capuzzi – rimane quello di smantellare totalmente il campo nomadi di via Maggiore a Oratoio. Allora, forse, le telecamere potranno anche essere dirottate altrove. Ma per far ciò la legge impone al Comune di trovare soluzioni alternative per la comunità nomade, parte della quale – fa sapere Palazzo Gambacorti – ha un regolare contratto di lavoro.
Nel frattempo proseguono le prese di posizione dopo l’atto di teppismo da Giustiauto. «Il recente episodio – spiega Marco Biondi, presidente del Consiglio territoriale di partecipazione 3 – allarma per le conseguenze di una convivenza con il territorio ormai impossibile. Gli insediamenti produttivi e commerciali di Ospedaletto vanno messi nella condizione di poter operare con la necessaria serenità, trattandosi anche del polo produttivo più importante del comune. Tenendo conto che un superamento di questo insediamento migliorerebbe l’attrattività della zona, anche per nuove realtà commerciali che potrebbero far sviluppare in senso positivo l’area produttiva».
Stefano Taglione
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