Pd, trova nuovo slancio il partito delle primarie
Le conseguenze delle candidature al Parlamento in vista delle amministrative Anche M5S verso le consultazioni, il centrodestra congela ogni decisione
PISA. L’onda lunga delle candidature al Parlamento si fa sentire sulla scena politica pisana. A cominciare dal Partito democratico. La prima esigenza dei dirigenti, ora, è far calmare le acque. Ma non è così semplice. Delussimo dalla mancata ricandidatura, il deputato uscente Federico Gelli ha preferito non partecipare lunedì sera al dibattito sui vaccini organizzato nel Salone delle Terme di Casciana.
L’intenzione prevalente è ancora quella di insistere per una sua candidatura a sindaco. Il problema è che dentro i democratici pisano crescendo e non poco il “partito delle primarie” cambiando l’orizzonte in maniera significativa. Se finora il nome di Gelli sembrava in grado di stoppare ogni altra intenzione di correre per il post-Filippeschi, l’irritazione delle minoranze dopo le scelte di Renzi per Camera e Senato non è rimasta isolata e coinvolge ancor più anche esponenenti comunque vicini alle posizioni del segretario. Il “partito delle primarie” è trasversale ed aspetta il responso dell’assemblea comunale del fine settimana, chiamata a dare o meno il via libera alla consultazione. L’assessore Andrea Serfogli ribadisce che a questo punto vuole provarci. E se le primarie saranno aperte alla coalizione più di un pensiero ce lo farà anche il vicesindaco Paolo Ghezzi. Il compito di mediazione che attende i dirigenti dem è di quelli ardui.
Riflessi post-candidature anche nel Movimento 5 Stelle, che ha salutato con soddisfazione la scelta di due pisane, Laura Palagini (Camera) e Valeria Marrocco (Senato), nei collegi uninominali. Il movimento prenderà spunto dalla campagna elettorale delle politiche per aprire il fronte anche verso le amministrative. Questo nei progetti di partenza, poi però è intervenuta anche la seconda candidatura a sindaco dopo quella di Gabriele Amore a rilanciare il duello tra i due gruppi cittadini di M5S. Ci proverà Giulio Lisanti, ingegnere aerospaziale, a contrastare la scelta che sembrava ormai decisa dell’avvocato. Sarà il voto on line attraverso la piattaforma Rousseau a decretare il vincitore.
Nel centrodestra è stata presa la decisione di congelare ogni mossa sul candidato sindaco a dopo le elezioni politiche. Si attenderà quindi i verdetti del 4 marzo per poi riaprire il confronto alla ricerca di un nome condiviso, finora comunque mai emerso. L’attesa si spiega probabilmente anche con il fatto che in corsa per il Parlamento ci sono due esponenti indicati anche come papabili candidati a Palazzo Gambacorti, ovvero Raffaella Bonsangue (Forza Italia) ed Edoardo Ziello (Lega Nord). Entrambi sono ora concentrati sul nuovo impegno e determinati a spuntarla per uno scranno romano. Nel frattempo è spuntato il nome di Michele Conti, direttore del Consorzio Agrario Provinciale, vicino soprattutto a Fratelli d’Italia. Un’ipotesi che però soprattutto i forzisti hanno subito respinto.
Francesco Loi
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