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Audiovisivi per l’integrazione dei rifugiati: progetto di Alfea

Audiovisivi per l’integrazione dei rifugiati: progetto di Alfea

PISA. Utilizzare il suono e l’immagine come mezzi di espressione e comprensione per condividere spazi comuni, fisici e mentali e per combattere la paura e la diffidenza dell’altro, coinvolgendo...

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PISA. Utilizzare il suono e l’immagine come mezzi di espressione e comprensione per condividere spazi comuni, fisici e mentali e per combattere la paura e la diffidenza dell’altro, coinvolgendo giovani di culture diverse. È questa la sfida del progetto Image.In, finanziato dal programma dell’Unione Europea Erasmus+. Capofila è Alfea Cinematografica. L’iniziativa è stata presentata da tutti i partner: Cazalla Intercultural (Lorca), Organizace Pro Pomoc Uprchlíkům (Praga), Pluralis Asbl (Bruxelles), Rare Studio (Liverpool), Centre Public d’Action Sociale CPAS de Forest (Bruxelles); partner associato l’Università di Pisa (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere). Il progetto si chiuderà a novembre 2019 e coinvolgerà oltre 150 giovani.

Image.In cerca metodi innovativi e concreti per prevenire la radicalizzazione che porta all’intolleranza e all’estremismo violento dei giovani nei confronti dei rifugiati e per sviluppare un nuovo approccio alla loro integrazione nel territorio di accoglienza. L’obiettivo specifico è quello di sviluppare, testare e analizzare un approccio innovativo di integrazione, che fornisca un’interazione attiva dei rifugiati con la popolazione delle comunità di accoglienza.

Saranno per questo organizzati cinque workshop creativi dell’audiovisivo misti tra giovani del territorio e rifugiati, in programma a Pisa, Bruxelles, Praga, Lorca, Liverpool. I laboratori avranno il coordinamento di un team di professionisti del settore, che offrirà ai ragazzi gli strumenti tecnici ed educativi nel campo audiovisivo. Si prevede inoltre la partecipazione di alcuni mediatori linguistici come supporto per la comprensione e l’apprendimento della lingua del Paese ospitante. In questo percorso educativo i giovani (rifugiati e non rifugiati) impareranno a creare la propria storia e il proprio cortometraggio, affrontando i temi del rispetto, della comprensione reciproca e dell’identità di sé e dell’altro.

Alfea Cinematografica da anni partecipa a progetti europei, con un numeroso e qualificato partenariato europeo, tutti volti a favorire l’integrazione di soggetti svantaggiati, come migranti, richiedenti asilo, donne e giovani rifugiati, attraverso gli strumenti della cultura.

I progetti già conclusi sono OperaQ e NICeR: il primo era dedicato allo scambio intergenerazionale e interculturale, con la messa in scena di una commedia musicale ispirata a West Side Story; il secondo era rivolto ai migranti richiedenti asilo, con laboratori teatrali che hanno favorito la loro inclusione nelle società dei Paesi di accoglienza. Il progetti EnFem, per donne migranti, è in fase di attuazione, mentre è appena iniziato LAB31, dedicato ai migranti minori non accompagnati, che si occupa del diritto al gioco (art. 31 Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia).

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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