Granduca, i lavoratori: «Che ne sarà di noi?»
Il calvario degli storici dipendenti dell’hotel di San Giuliano, che si interrogano sui progetti di Bulgarella
SAN GIULIANO TERME. «Sono passati oltre tre mesi dalla vendita giudiziaria dell’ex hotel Granduca e non sappiamo ancora come finirà il nostro calvario lavorativo».
Gli ex dipendenti dello storico albergo sangiulianese hanno scelto le colonne del Tirreno per esternare le loro preoccupazioni. «Era stato detto pubblicamente che l’albergo avrebbe riaperto entro l’estate, ma è ancora tutto fermo. Che ne sarà di noi?», chiedono gli storici lavoratori della struttura ricettiva di via del Brennero, sopravvissuti al fallimento della società che ne aveva la piena proprietà e di due aziende che lo gestivano. La vendita giudiziaria dell’edificio – lo ricordiamo – si riferisce al fallimento, risalente al dicembre 2011, di “Hotel Gest” dell’imprenditore riminese Franco Albanesi. A questo tracollo era seguito quello di “Iniziative Turistiche” del riminese Luigi Simari (dicembre 2013) e di Cms Hotel di Simone Salsini, che ha gestito l’hotel dal febbraio 2014 fino al marzo 2015 ed è fallita nel settembre 2015.
A ottobre 2017 il costruttore siciliano Andrea Bulgarella, amministratore unico di Immobiliare Il Ponte srl, si era aggiudicato l’ex Granduca per un milione di euro, alla settima asta giudiziaria (dopo sei vendite andate deserte). Una notizia accolta con grande sollievo dall’amministrazione locale, ma con forti dubbi dal gruppo di opposizione “L’Altra San Giuliano”, che in un’interpellanza chiede alla giunta diversi chiarimenti su più punti: di quali strumenti e verifiche l’amministrazione comunale intende dotarsi vista la forte esposizione economica di questo gruppo imprenditoriale con banche, agenzie di credito e vista la posizione debitoria almeno nei confronti del Comune di Pisa; se la Immobiliare Ponte srl anche tramite tecnici incaricati abbia già depositato richieste e/o progetti presso i settori comunali competenti; e quale sarà l'eventuale iter autorizzativo del Comune e quali garanzie saranno richieste alla società inerenti sia la riqualificazione dell'immobile che dell'area sul quale insiste, sia volte alla tutela delle lavoratrici e lavoratori di cui la stessa si avvarrà.
Al Tirreno l’imprenditore aveva dichiarato di voler far rinascere e trasformare la struttura, posta in «un luogo meraviglioso», e che «sarebbe un fallimento se si andasse oltre l’estate». «Ci sembra che la situazione sia ancora in alto mare. Speravamo di incontrare Bulgarella, ma non ci sono stati ancora contatti. Siamo molto preoccupati», sottolineano gli impiegati, che temono un’ulteriore protrarsi del loro calvario lavorativo. E anche il Comune, alla nuova proprietà, ha chiesto un incontro.
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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