Meteo
«L’inceneritore ci fa ammalare, dovete chiuderlo»
di Carlo Venturini
In tanti alla presentazione dell’indagine del Cnr Su mortalità e patologie dati preoccupanti
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Chiusura dell’inceneritore e no alla centrale a biomasse ad Ospedaletto. È quanto emerso la scorsa notte, in un’assemblea pubblica molto partecipata e vivace al Ctp3 di Putignano alla presenza dell’assessore Ylenia Zambito, Marco Redini dell’ufficio ambiente del Comune, Fabrizo Bianchi dirigente di Fisiologia Clinica del Cnr e il presidente del Ctp3, Marco Biondi. L’occasione del confronto pubblico, scaturisce dai risultati dell’indagine epidemiologica del Cnr. «Niente panico e nessun allarmismo ma questa indagine, unita allo studio del 2002, delinea un quadro di dati non trascurabili con segnali di preoccupazione e che necessitano ulteriori indagini» dice Bianchi. Già nel precedente studio, i casi di leucemia attesi erano tre mentre sono risultati otto. L’indagine recente, invece, testimonia che per l’esposizione ad inceneritore emergono eccessi statisticamente rilevanti per quanto attiene ad esempio la mortalità tra gli uomini (+9%), le malattie respiratorie acute tra le donne (+152%), il tumore del sistema linfo emopoietico tra gli uomini (+79%). Il ricercatore del Cnr, precisando che alcune patologie sono multifattoriali (tipologia di lavoro e fumo di tabacco), sollecita «un confronto costruttivo con Arpat e Usl Toscana Nord perché noi siamo dei ricercatori, troviamo dati ma sul campo, poi ci sono loro» .
La discussione entra subito dopo nel vivo. Alcuni consiglieri di minoranza del Ctp3 chiedono «il perché i risultati dell’indagine non siano stati divulgati prima visto che erano pronti già ad ottobre». Redini risponde secco: «Li abbiamo messi sul sito del Comune nella sezione ambiente». La relazione del Cnr peròriporta nel frontespizio la data di luglio 2017.
Da più parti, si è chiesta la chiusura immediata dell’inceneritore. Zambito con pragmaticità, risponde: «Siamo in periodo elettorale e tornerebbe “comodo” annunciarne la chiusura. Stiamo lavorando in questa direzione ma i dati non ci consentono di farlo a breve. Quanto più faremo la differenziata, tanto meno rifiuti confluiranno nell’inceneritore» .
Marco Ricci di “Una città in Comune” chiede che «si proceda ad un serio approfondimento della salute non solo dei residenti di Ospedaletto ma anche dei lavoratori dell’area». Il nascituro impianto a biomassa di cippato della ditta Futuro Verde srl di Capannori, entra nel mirino di Legambiente rappresentata da Roberto Sirtori che dichiara: «L’impianto proposto non sembra soddisfare le condizioni per essere ambientalmente conveniente, senza costituire una minaccia per la salute dei residenti nel territorio circostante». Per Legambiente «le biomasse sono una fonte preferibile se sono soddisfatte alcune condizioni necessarie e cioè che sia utilizzata tutta l’energia prodotta e non solo quella elettrica, che costituisce non più del 30% del totale, mentre il restante 70% si presenta sotto forma di calore utilizzabile per il teleriscaldamento ma in questo caso il teleriscaldamento non è previsto. Inoltre la biomassa, legno in questo caso, non è vicina al luogo di utilizzo visto che l’impianto sarà collocato in area esterna al Parco Regionale e non più interna». Juri Dell’Omodarme e Veronica Fichi consiglieri di Art.1-Mdp chiedono a Filippeschi, in quanto presidente dell’Ato Toscana costa, «di mettere in campo tutte le azioni necessarie per la definitiva chiusura dell’inceneritore e di fare un nuovo regolamento comunale di igiene e tutela della salute per limitare le autorizzazioni di centrali di incenerimento come ad esempio la nuova centrale a biomasse». Il via libera a questa nuova centrale in via del Caligi, è stato dato dalla giunta il 5 gennaio. Nella delibera si legge che «la zona in oggetto risulta ricadere in area ad uso agricolo ordinario» e che il programma presentato ha ricevuto «il parere favorevole di congruità agronomica rilasciato dalla Regione». La società considerando lo stato della via di Caligi che sarà interessata da un ulteriore appesantimento di traffico per il passaggio dei mezzi, presenterà una fideiussione di 50mila euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La discussione entra subito dopo nel vivo. Alcuni consiglieri di minoranza del Ctp3 chiedono «il perché i risultati dell’indagine non siano stati divulgati prima visto che erano pronti già ad ottobre». Redini risponde secco: «Li abbiamo messi sul sito del Comune nella sezione ambiente». La relazione del Cnr peròriporta nel frontespizio la data di luglio 2017.
Da più parti, si è chiesta la chiusura immediata dell’inceneritore. Zambito con pragmaticità, risponde: «Siamo in periodo elettorale e tornerebbe “comodo” annunciarne la chiusura. Stiamo lavorando in questa direzione ma i dati non ci consentono di farlo a breve. Quanto più faremo la differenziata, tanto meno rifiuti confluiranno nell’inceneritore» .
Marco Ricci di “Una città in Comune” chiede che «si proceda ad un serio approfondimento della salute non solo dei residenti di Ospedaletto ma anche dei lavoratori dell’area». Il nascituro impianto a biomassa di cippato della ditta Futuro Verde srl di Capannori, entra nel mirino di Legambiente rappresentata da Roberto Sirtori che dichiara: «L’impianto proposto non sembra soddisfare le condizioni per essere ambientalmente conveniente, senza costituire una minaccia per la salute dei residenti nel territorio circostante». Per Legambiente «le biomasse sono una fonte preferibile se sono soddisfatte alcune condizioni necessarie e cioè che sia utilizzata tutta l’energia prodotta e non solo quella elettrica, che costituisce non più del 30% del totale, mentre il restante 70% si presenta sotto forma di calore utilizzabile per il teleriscaldamento ma in questo caso il teleriscaldamento non è previsto. Inoltre la biomassa, legno in questo caso, non è vicina al luogo di utilizzo visto che l’impianto sarà collocato in area esterna al Parco Regionale e non più interna». Juri Dell’Omodarme e Veronica Fichi consiglieri di Art.1-Mdp chiedono a Filippeschi, in quanto presidente dell’Ato Toscana costa, «di mettere in campo tutte le azioni necessarie per la definitiva chiusura dell’inceneritore e di fare un nuovo regolamento comunale di igiene e tutela della salute per limitare le autorizzazioni di centrali di incenerimento come ad esempio la nuova centrale a biomasse». Il via libera a questa nuova centrale in via del Caligi, è stato dato dalla giunta il 5 gennaio. Nella delibera si legge che «la zona in oggetto risulta ricadere in area ad uso agricolo ordinario» e che il programma presentato ha ricevuto «il parere favorevole di congruità agronomica rilasciato dalla Regione». La società considerando lo stato della via di Caligi che sarà interessata da un ulteriore appesantimento di traffico per il passaggio dei mezzi, presenterà una fideiussione di 50mila euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
