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Pisa

La città splende coi suoi tesori grazie ad Angela

La città splende coi suoi tesori grazie ad Angela

Grande successo della trasmissione Rai dedicata a Pisa: oltre 5,8 milioni di spettatori

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PISA. Alberto Angela è il professore di storia dell’arte che tutti vorremmo (o avremmo voluto) avere. Nel panorama nazionale è uno dei pochi divulgatori scientifici capaci di parlare di cultura in maniera interessante, accattivante, emozionante. Mercoledì scorso la terza puntata di “Meraviglie, la penisola dei tesori”, in prima serata su RaiUno, dedicata al patrimonio Unesco di Pisa, Matera e delle Dolomiti, ha registrato un boom di ascolti pari al 23,8% di share. E come biasimarli quei 5.824.000 spettatori, rapiti dalla bravura di Angela nel raccontare i tesori di Piazza dei Miracoli, condotti per mano alla scoperta della Torre pendente, della Cattedrale, del Battistero e del Camposanto Monumentale. Il successo della trasmissione registrata a fine novembre, è stato celebrato anche dai social network: lo stesso primo ministro Paolo Gentiloni ha elogiato il programma definendolo “orgoglio della grande bellezza italiana. Quando la Rai fa la Rai” e all’hashtag #Meraviglie si trovano centinaia di tweet di encomio. Il viaggio, reso speciale dalle inquadrature mozzafiato del regista Gabriele Cipollitti, inizia dunque dal “prato dei miracoli”, nome coniato da Gabriele d’Annunzio.

«In effetti si può parlare proprio di miracolo, in questa armonia tra prati verdi e monumenti che testimoniano un’epoca irripetibile del passato», ha esordito Angela, citando la storia di Pisa Repubblica Marinara e soffermandosi sulla famosa pendenza della Torre. Il racconto è condito da aneddoti, interessanti anche per chi a Pisa è nato e cresciuto, dalla comparsa di Galileo Galilei (interpretato da Andrea Giordana) e da un altro pisano famoso in tutto il mondo: il tenore Andrea Bocelli ha sottolineato il forte legame che lo lega alla città. Affascina Alberto Angela mentre descrive l’interno del Duomo, tra le colonne granitiche elbane di sei metri, l’immensità degli ambienti, i matronei e il pulpito di Giovanni Pisano: un patrimonio sopravvissuto all’incendio del tetto del 1595 (poi ricostruito a cassettoni). «A salvarsi incredibilmente da questa catastrofe è stato il tesoro forse più prezioso: questo pulpito realizzato tra il 1302 e il 1302 fa sognare; la parte più emozionante è la raffigurazione della strage degli innocenti», ha detto Angela con contagioso entusiasmo, prima di spostare la nostra attenzione sul «più grande Battistero della storia della cristianità», nonché frutto dei risparmi dei pisani dell’epoca. Il divulgatore ne esalta il pulpito di Nicola Pisano e l’acustica, grazie alla voce della soprano pisana Sara Massai. «Ogni suono riecheggia per più di dieci secondi e chi canta dà la sensazione di trasformarsi in un vero e proprio coro», ha aggiunto Angela dirigendosi verso la quarta meraviglia della Piazza, che custodisce una “pazzesca” collezione di sarcofagi romani. «Rappresentano un vero e proprio museo dell’arte, studiato troppo poco», aveva commentato Angela al Tirreno poco dopo le riprese di fine novembre. E in effetti la puntata ne celebra la storia e la ricchezza, oltre a soffermarsi a lungo sul restaurato affresco del “Giudizio Universale” realizzato da Buffalmacco due secoli prima di Michelangelo. Il programma televisivo, dopo la visuale dalle mura storiche, è proseguita nel mostrare altri gioielli pisani come la chiesa della Spina e piazza dei Cavalieri e menzionando l’anima scientifica di Pisa con le tre università, il “ping” al Cnr che fece entrare l’Italia nel web e l’osservatorio Virgo. Il viaggio di Angela a Pisa non finisce qui. A novembre aveva detto: «Ci sono tante altre cose da raccontare, mi piacerebbe tornare».

Sharon Braithwaite

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