Camere ardenti, l’Aoup: «Spazi idonei»
L’azienda respinge le accuse della Federcofit sull’affollamento di salme, soprattutto nel weekend
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PISA. Spazi sufficienti in linea, per l’ospitalità delle salme, con la media dei decessi, soprattutto nel weekend, in un ospedale come Cisanello.
L’Azienda ospedaliera risponde alla lamentele di Federcofit (federazione onoranze funebri) che metteva il dito sulla piaga, a suo dire, delle scarsa metratura delle camere ardenti a Cisanello e Santa Chiara.
Scrive l’Aoup: «I servizi obitoriali sono dotati di tutto quanto previsto dal Dpr del 14 gennaio 1997 relativamente ai locali di osservazione/sosta salme e camera ardente e dunque non vi è alcun “abuso”, come riportato dalla Federcofit. Gli spazi per le esposizioni (camere ardenti) sono stati, a suo tempo, ottimizzati mediante una configurazione modulare così da poter accogliere fino ad un totale di 9 salme tra i presidi ospedalieri di Santa Chiara e Cisanello. Tale organizzazione funzionale è attualmente adeguata alle esigenze dei due nosocomi ed è stata predisposta proprio in attesa della costruzione di nuovi spazi con il completamento dell’ospedale di Cisanello».
Secondo l’azienda la cappella annessa di Santa Chiara, da molto tempo non più utilizzata per il culto e integrata con la struttura obitoriale, può essere adibita solo e in caso di afflussi eccezionali a locale di momentanea esposizione delle salme;
«Diversamente da quanto riportato nell’articolo pubblicato sulla stampa il 27 dicembre 2017, in quel weekend considerato alcuni pazienti deceduti non furono esposti non per carenza di spazi ma solo per libera scelta dei loro congiunti – prosegue la nota –. Le salme dei pazienti deceduti per i quali i familiari non richiedono l’esposizione vengono ricomposte e sostano su idonei sostegni e in locali riservati, il cui accesso è consentito solo al personale dipendente addetto, in attesa della presa in carico da parte dell’agenzia funebre scelta dai parenti per il trasferimento. È importante sottolineare che si tratta di una loro libera scelta e non di una forzatura da parte dell’azienda, dal momento che il numero di camere ardenti complessive è adeguato alla media dei decessi del fine settimana in un ospedale di grandi dimensioni come l’Aoup».
L’Azienda ospedaliera risponde alla lamentele di Federcofit (federazione onoranze funebri) che metteva il dito sulla piaga, a suo dire, delle scarsa metratura delle camere ardenti a Cisanello e Santa Chiara.
Scrive l’Aoup: «I servizi obitoriali sono dotati di tutto quanto previsto dal Dpr del 14 gennaio 1997 relativamente ai locali di osservazione/sosta salme e camera ardente e dunque non vi è alcun “abuso”, come riportato dalla Federcofit. Gli spazi per le esposizioni (camere ardenti) sono stati, a suo tempo, ottimizzati mediante una configurazione modulare così da poter accogliere fino ad un totale di 9 salme tra i presidi ospedalieri di Santa Chiara e Cisanello. Tale organizzazione funzionale è attualmente adeguata alle esigenze dei due nosocomi ed è stata predisposta proprio in attesa della costruzione di nuovi spazi con il completamento dell’ospedale di Cisanello».
Secondo l’azienda la cappella annessa di Santa Chiara, da molto tempo non più utilizzata per il culto e integrata con la struttura obitoriale, può essere adibita solo e in caso di afflussi eccezionali a locale di momentanea esposizione delle salme;
«Diversamente da quanto riportato nell’articolo pubblicato sulla stampa il 27 dicembre 2017, in quel weekend considerato alcuni pazienti deceduti non furono esposti non per carenza di spazi ma solo per libera scelta dei loro congiunti – prosegue la nota –. Le salme dei pazienti deceduti per i quali i familiari non richiedono l’esposizione vengono ricomposte e sostano su idonei sostegni e in locali riservati, il cui accesso è consentito solo al personale dipendente addetto, in attesa della presa in carico da parte dell’agenzia funebre scelta dai parenti per il trasferimento. È importante sottolineare che si tratta di una loro libera scelta e non di una forzatura da parte dell’azienda, dal momento che il numero di camere ardenti complessive è adeguato alla media dei decessi del fine settimana in un ospedale di grandi dimensioni come l’Aoup».
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