Il presidio
L’enorme zifio al Museo di storia naturale
CALCI. È stato trasportato al Museo di storia naturale dell’Università di Pisa, dentro la Certosa, dopo essere stato trovato moribondo spiaggiato fra Castagneto e San Vincenzo, in provincia di...
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CALCI. È stato trasportato al Museo di storia naturale dell’Università di Pisa, dentro la Certosa, dopo essere stato trovato moribondo spiaggiato fra Castagneto e San Vincenzo, in provincia di Livorno.
Il suo nome scientifico è “Ziphius cavirostris” ed è comunemente noto come zifio. Il maestoso cetaceo - una rarità per il Mediterraneo - pesava 38 quintali e lo scorso 22 dicembre è stato rinvenuto lungo la costa, dove è poi morto. E da settimane gli esperti di tre atenei italiani (da Pisa, ma anche da Siena e Padova) stanno lavorando d’intesa col ministero dell’Ambiente e la Regione per togliere pelle e organi e arrivare allo scheletro; che forse, nei prossimi mesi, resterà esposto al Museo di storia naturale dell’università.
«È un reperto quasi unico per i nostri mari – sostiene lo zoologo Marco Zuffi, referente del centro didattico dell’ateneo – e noi, qui a Calci, stiamo lavorando sulla carcassa da martedì, da quando una ditta ce l’ha portata: alleggerita di carne e organi pesa molto meno, tre quintali. Il nostro compito, ora, è quello di portare lo zifio “all’osso” per poi ricomporlo. Nel museo abbiamo già uno scheletro simile all’interno di una vetrina e al momento non abbiamo in programma di esporre anche questo secondo zifio».
L’esemplare, maschio, era lungo 5,38 metri. Ad avvistarlo sulla battigia, moribondo, un cittadino che stava passeggiando. Il cetaceo è stato ucciso da una grave parassitosi che aveva compromesso le funzioni cardiocircolatorie e gastroenteriche.
Stefano Taglione
Il suo nome scientifico è “Ziphius cavirostris” ed è comunemente noto come zifio. Il maestoso cetaceo - una rarità per il Mediterraneo - pesava 38 quintali e lo scorso 22 dicembre è stato rinvenuto lungo la costa, dove è poi morto. E da settimane gli esperti di tre atenei italiani (da Pisa, ma anche da Siena e Padova) stanno lavorando d’intesa col ministero dell’Ambiente e la Regione per togliere pelle e organi e arrivare allo scheletro; che forse, nei prossimi mesi, resterà esposto al Museo di storia naturale dell’università.
«È un reperto quasi unico per i nostri mari – sostiene lo zoologo Marco Zuffi, referente del centro didattico dell’ateneo – e noi, qui a Calci, stiamo lavorando sulla carcassa da martedì, da quando una ditta ce l’ha portata: alleggerita di carne e organi pesa molto meno, tre quintali. Il nostro compito, ora, è quello di portare lo zifio “all’osso” per poi ricomporlo. Nel museo abbiamo già uno scheletro simile all’interno di una vetrina e al momento non abbiamo in programma di esporre anche questo secondo zifio».
L’esemplare, maschio, era lungo 5,38 metri. Ad avvistarlo sulla battigia, moribondo, un cittadino che stava passeggiando. Il cetaceo è stato ucciso da una grave parassitosi che aveva compromesso le funzioni cardiocircolatorie e gastroenteriche.
Stefano Taglione
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