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Johnson: seduti su una miniera ma si sta troppo bene per scavare
PISA. «Non riesco a non pensare costantemente al fatto che Pisa è una città seduta su un tesoro, ma che non si faccia niente per scavare e raccogliere questa ricchezza». È diventata virale sui social...
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PISA. «Non riesco a non pensare costantemente al fatto che Pisa è una città seduta su un tesoro, ma che non si faccia niente per scavare e raccogliere questa ricchezza». È diventata virale sui social network la riflessione sulle potenzialità che Pisa non riesce ad esprimere e che Roan Johnson ha affidato alla sua pagina Facebook. «Delle prime duecento Università del mondo ce ne sono solo due italiane: Normale e Sant’Anna. C’è uno dei dieci grandi Atenei del Paese e l’area Cnr più grande d’Italia. Abbiamo Virgo, fresca di Nobel per la fisica, e un ospedale che è il top in varie ricerche e trattamenti. Tutto questo in una città di neanche 100mila abitanti. Ci rendiamo conto di che concentrato di intelligenza diffusa e diversificata c’è? E su cosa si muove l’economia presente e futura del mondo? ».
Un “concentrato” con il quale, secondo il regista, si potrebbe «creare qualcosa di unico» con un minimo di investimenti. «Il problema è che per prendere questo tesoro che aspetta di germogliare bisogna comprare la ruspa, ma al pisano non puoi chiedere di investire e di rischiare soldi per un futuro migliore perché a Pisa alla fine si sta bene», prosegue Johnson, secondo il quale è necessario iniziare ad investire perché «ormai tutto è connesso e tutto sta cambiando e se non capiamo il potenziale che abbiamo e non lo sfruttiamo in modo che questa enorme intelligenza collettiva ed eterogenea venga messa in rete ce ne pentiremo amaramente».
«Pensiamo a mettere in rete questo potenziale - consiglia il regista -, pensiamo ad un’area metropolitana che comprenda Lucca e Livorno, Cascina e Pontedera, facciamo sì che i geni che arrivano a Pisa a 18 anni non se ne vadano via a 23, creiamo agevolazioni perché collaborino con le istituzioni di ricerca e fondino le loro cooperative e imprese. Nei prossimi anni di amministrazione cerchiamo di fare questo sforzo, compriamo questa ruspa, capiamo dove e come scavare, piantiamo i semi per far crescere questa giungla di idee e creatività».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Un “concentrato” con il quale, secondo il regista, si potrebbe «creare qualcosa di unico» con un minimo di investimenti. «Il problema è che per prendere questo tesoro che aspetta di germogliare bisogna comprare la ruspa, ma al pisano non puoi chiedere di investire e di rischiare soldi per un futuro migliore perché a Pisa alla fine si sta bene», prosegue Johnson, secondo il quale è necessario iniziare ad investire perché «ormai tutto è connesso e tutto sta cambiando e se non capiamo il potenziale che abbiamo e non lo sfruttiamo in modo che questa enorme intelligenza collettiva ed eterogenea venga messa in rete ce ne pentiremo amaramente».
«Pensiamo a mettere in rete questo potenziale - consiglia il regista -, pensiamo ad un’area metropolitana che comprenda Lucca e Livorno, Cascina e Pontedera, facciamo sì che i geni che arrivano a Pisa a 18 anni non se ne vadano via a 23, creiamo agevolazioni perché collaborino con le istituzioni di ricerca e fondino le loro cooperative e imprese. Nei prossimi anni di amministrazione cerchiamo di fare questo sforzo, compriamo questa ruspa, capiamo dove e come scavare, piantiamo i semi per far crescere questa giungla di idee e creatività».
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