Il Tirreno

Pisa

La Certosa celebra l’anno dei record: oltre 22mila visitatori

di Stefano Taglione
La Certosa celebra l’anno dei record: oltre 22mila visitatori

Incassi in calo per i biglietti omaggio e le domeniche gratis. Ma il 2018 con sei dipendenti in meno si annuncia difficile

2 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16326406:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/pisa-la-certosa-di-calci-come-non-l-avete-mai-vista/40301/41286]]

CALCI. I sei dipendenti che andranno in pensione a fine mese non saranno rimpiazzati. Eppure al Museo nazionale della Certosa di Calci, anche l’anno scorso, i visitatori sono aumentati. Superando quota 22mila. Un trend positivo che rischia di fermarsi con i tagli del ministero dei Beni culturali, che sull’ex monastero certosino – dopo il grande successo del concorso del Fondo ambiente italiano e il restauro del Chiostro del capitolo – ha comunque investito circa 5,5 milioni fra i lavori in corso e gli introiti versati per la gestione 2018-2020.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16314035:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2018/01/05/news/la-mannaia-dei-pensionamenti-sul-museo-della-certosa-di-calci-1.16314035]]

I NUMERI

I numeri dimostrano il buon lavoro svolto. Nel 2017 hanno visitato la Certosa 22.026 persone: 12.735 pagando e 9.291 gratis. E il ricavo è stato pari a 62.355 euro. Meno del 2016, dove fu di 71.834 euro. E con meno accessi: 21.765, di cui 7.349 con gli omaggi. «Il numero dei visitatori è cresciuto soprattutto sugli ingressi gratuiti e questo dato è molto significativo», spiega la direttrice della struttura museale, Antonia d’Aniello.

BENE LE DOMENICHE

Sono i più giovani (che non pagano) e le domeniche gratis a spiegare l’incongruenza fra i maggiori visitatori e i minori introiti. «I giovani sono aumentati anche grazie all’offerta didattica che per alcuni percorsi è stata pensata in collaborazione con il Museo di Storia naturale – continua la direttrice – poi noi aderiamo alla domenica in museo (con l’ingresso gratis alla prima di ogni mese) e a tutte le giornate programmate dai ministero per promuovere i musei, anche grazie all’estensione dell’orario d’ingresso e al costo del biglietto ridotto o gratuito». Infine «sono state programmate molte iniziative a libero ingresso, come gli incontri in Certosa, le presentazioni dei libri e i concerti». Insomma – conclude la direttrice – «il dato economico è importante, ma non decisivo per la vita di un museo così amato dai residenti come la Certosa di Calci». Purtroppo, con i sei dipendenti in meno, nel 2018 le domeniche di apertura saranno ridotte.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.16311945:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2018/01/04/news/la-certosa-di-calci-rivede-i-suoi-affreschi-la-festa-e-il-20-gennaio-1.16311945]]

IL 20 GENNAIO LA GRANDE FESTA

Nel frattempo fervono i preparativi per la festa del 20 gennaio, quando verranno presentati i due affreschi del tardo 1700 nel Chiostro del capitolo, restaurati grazie ai 50.000 euro del concorso del Fai, dove nel 2014 la Certosa giunse seconda con oltre 90mila voti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino