Il presidio
Dalla stazione a Cisanello non più filobus ma busvia
Scelto il cambio di sistema di collegamento in vista della progettazione definitiva Il nodo del ponte della Vittoria: tra allargamento e costruzione di una nuova opera
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PISA. È al punto otto della recente intesa firmata tra Regione e Comune. Nel cosiddetto patto di fine mandato, il progetto di una busvia di collegamento tra stazione centrale e Cisanello è ai primi posti. Palazzo Gambacorti ha chiesto al governatore Enrico Rossi un aiuto nelle ricerca di finanziamenti, soprattutto europei, dedicati alla mobilità urbana. Ma di quanti soldi c’è bisogno? Per rispondere deve anzitutto essere definito il progetto. E qui si trovano le maggiori novità. Negli atti ora si fa riferimento non più ad un filobus, ma espressamente ad una «busvia ecocompabile in sede protetta di collegamento tra ospedale Cisanello e stazione ferroviaria». E in una determina dell’ufficio mobilità del Comune sono stanziate le prime risorse economiche a favore di Pisamo per la «revisione della progettazione». Dunque, da filobus a busvia.
«Sono in corso tutte le valutazioni necessarie, dopo l’incontro con la Regione, per seguire un orientamento di contenimento dei costi e dell’impatto paesaggistico-ambientale», spiega Fabrizio Cerri, amministratore unico di Pisamo. Le differenze dal precedente studio di fattibilità alla futura progettazione sono evidenti. A cominciare dall’eliminazione, con relativa spesa, delle opere connesse alla filovia: due sottopassi, due sovrappassi, la linea aerea filoviaria, il deposito dei mezzi. Tutto compreso era ipotizzato un costo intorno ai 70 milioni di euro. Quasi un People Mover bis.
Ma il risparmio principale avverrà se dovesse risultare evitabile la costruzione di un nuovo ponte da affiancare a quello della Vittoria. Si tratta dell’opera principale per consentire ai bus di muoversi in sede protetta. È stato così aperto, anticipa Cerri, un dialogo con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa per verificare, secondo quanto sembra dalle prime indicazioni, la solidità delle strutture attuali del ponte della Vittoria. In questo caso sarebbe possibile, anziché costruire un nuovo ponte, ampliare l’attuale. Tale eventualità, unita ad un tracciato senza più sottopassi e sovrappassi, porterebbe ad un risparmio in grado forse di contenere i costi nei venti milioni di euro.
Un’altra scelta è quella relativa al tipo di bus: elettrici oppure ad idrogeno? L’utilizzo di queste tipologie di alimentazione può agevolare l’accesso a misure di finanziamento comunitarie. Inoltre, il cambio di mezzo potrà risolvere un’altra delle problematiche che si sarebbero potute verificare, ovvero l’ingresso sulla scena di un altro gestore come già la Ctt Nord per il trasporto pubblico locale e la Pisamover Spa per il People Mover. L’impiego di bus potrebbe portare ad un’integrazione del contratto con la Ctt Nord.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Sono in corso tutte le valutazioni necessarie, dopo l’incontro con la Regione, per seguire un orientamento di contenimento dei costi e dell’impatto paesaggistico-ambientale», spiega Fabrizio Cerri, amministratore unico di Pisamo. Le differenze dal precedente studio di fattibilità alla futura progettazione sono evidenti. A cominciare dall’eliminazione, con relativa spesa, delle opere connesse alla filovia: due sottopassi, due sovrappassi, la linea aerea filoviaria, il deposito dei mezzi. Tutto compreso era ipotizzato un costo intorno ai 70 milioni di euro. Quasi un People Mover bis.
Ma il risparmio principale avverrà se dovesse risultare evitabile la costruzione di un nuovo ponte da affiancare a quello della Vittoria. Si tratta dell’opera principale per consentire ai bus di muoversi in sede protetta. È stato così aperto, anticipa Cerri, un dialogo con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa per verificare, secondo quanto sembra dalle prime indicazioni, la solidità delle strutture attuali del ponte della Vittoria. In questo caso sarebbe possibile, anziché costruire un nuovo ponte, ampliare l’attuale. Tale eventualità, unita ad un tracciato senza più sottopassi e sovrappassi, porterebbe ad un risparmio in grado forse di contenere i costi nei venti milioni di euro.
Un’altra scelta è quella relativa al tipo di bus: elettrici oppure ad idrogeno? L’utilizzo di queste tipologie di alimentazione può agevolare l’accesso a misure di finanziamento comunitarie. Inoltre, il cambio di mezzo potrà risolvere un’altra delle problematiche che si sarebbero potute verificare, ovvero l’ingresso sulla scena di un altro gestore come già la Ctt Nord per il trasporto pubblico locale e la Pisamover Spa per il People Mover. L’impiego di bus potrebbe portare ad un’integrazione del contratto con la Ctt Nord.
Francesco Loi
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