Il Tirreno

Pisa

Dal Comune tre soluzioni per l’Arena del futuro

Francesco Loi
Dal Comune tre soluzioni per l’Arena del futuro

Si va dalla cessione della proprietà al conferimento del diritto di superficie fino alla semplice concessione amministrativa. Il municipio attende risposte

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PISA. Tutte le possibili soluzioni sono sul tavolo nella “partita” del restyling dell’Arena. Si va dalla cessione della proprietà dello stadio al conferimento del diritto di superficie, fino alla semplice concessione amministrativa (l’ipotesi meno probabile). Il Comune tiene al momento aperte tutte le porte. Il passaggio chiave resta il solito: lo stadio comunale è la garanzia per Invimit nel concedere il finanziamento chiesto da Dea Capital Real Estate Sgr Spa, la società che si muove, attraverso i soci di riferimento del Pisa Sc, per la ristrutturazione dell’impianto di Porta a Lucca.

Le mosse di Palazzo Gambacorti sono state formalizzate in una lettera che lo scorso 24 novembre, a firma del dirigente del settore patrimonio Giuseppe Bacciardi, è stata inviata all’Agenzia delle Entrate, Ufficio provinciale di Pisa-Territorio. Oggetto: richiesta di perizia di stima dello stadio comunale Arena Garibaldi. La premessa della comunicazione all’Agenzia delle Entrate è che «scopo della stima - si legge - è l’intenzione dell’amministrazione comunale di conferire lo stadio ad un fondo obiettivo». Questo anzitutto è la conferma che il Comune sta procedendo nell’iter. Resta da capire in che modo.

Di fatto, all’Agenzia delle Entrate viene chiesta una stima per la cessione di tutto il “pacchetto” Arena, ma viene anche prospettata una soluzione intermedia, quella del diritto di superficie (i terreni in questo caso resterebbero di proprietà comunale). Fino ad arrivare all’ipotesi di minima, ovvero la concessione amministrativa, il diritto di utilizzo. Difficile che la società partecipata dal ministero dell’Economia possa essere interessata ad una soluzione del genere.

È chiaro che Invimit, nel concedere il finanziamento (25-30 milioni di euro), si dovrà regolare proprio sulla base di quanto sarà conferito nel fondo obiettivo da costituire, una Sgr-Società del risparmio (con quote di Invimit stessa, Comune, Pisa Sc) per la gestione dell’Arena nella nuova formula: contenitore di eventi, spazi commerciali e servizi. Il Comune chiede all’Agenzia delle Entrate tempi rapidi per conoscere questi elementi. Poi deciderà la sostanza del conferimento.

Al tempo stesso, un’altra lettera di Palazzo Gambacorti, questa firmata dal sindaco Marco Filippeschi e ancora dal dirigente Bacciardi, è stata recapitata al Segretariato regionale del Mibact Toscana (il ministero dei Beni culturali) chiedendo “la verifica dell’interesse culturale del patrimonio immobiliare pubblico”. In altre parole, il Comune vuole il via libera per le demolizioni e ricostruzioni previste dal progetto dello Studio Iotti+Pavarani nel restyling dell’Arena, oltre che le parti da salvaguardare (porzione storica della tribuna coperta ed arco d’ingresso della curva Sud).

Nel frattempo, l’amministrazione ha tenuto la conferenza dei servizi interni sulla base dello studio di fattibilità del progetto di riqualificazione e valorizzazione dello stadio. Nella recente commissione consiliare urbanistica, alla presenza dei progettisti e di una rappresentante della Dea Capital Real Estate, gli assessori avevano preannunciato la richiesta di integrazioni, peraltro messe in cantiere dallo Studio. Anche perché, in una comunicazione di metà novembre, il Comune aveva già chiesto alla Srg di integrare il progetto di fattibilità con un’analisi economico-finanziaria del progetto immobiliare, una descrizione delle caratteristiche della società proponente e le principali previsioni del regolamento di gestione del fondo obiettivo.

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