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Pisa

Ayoub, una pedina “invisibile” nel giro del piccolo spaccio

Ayoub, una pedina “invisibile” nel giro del piccolo spaccio

Il giovane bivaccava in pineta nel luogo in cui è stato trovato il corpo I clan Talbi e Jarmouni controllano lo smercio dal centro al litorale

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MARINA DI PISA. Dentro la boscaglia, ad almeno trecento metri dalla litoranea all’altezza del bagno Arcobaleno. Riparato, ma non segreto.

Lo hanno trovato in un giaciglio di fortuna, quel corpo senza vita esposto alla pioggia e al vento che nel giorno dell’Immacolata hanno spazzato la festività che anticipa il viatico natalizio.

Una tettoia per ripararsi e lo spazio per incontrare i clienti. È conosciuto come un luogo in cui si trova droga quello in cui un passante venerdì mattina ha trovato il cadavere del 19enne marocchino. Un invisibile usato come manovalanza dello spaccio. I viottoli ricavati nella pineta possono essere uno svago per una passeggiata, ma in quell’area le presenze più assidue sono i pusher. E chi li cerca per comprare soprattutto hashish.

In uno dei mercati più floridi della Toscana per la vastità di domanda (universitari ma non solo) e offerta, quello pisano schiera due famiglie allargate sullo scacchiere dello smercio.

Ci sono i Talbi, storica colonia tunisina e i Jarmouni, fronte marocchino che si allunga sul litorale arrivando a presidiare l’altro caposaldo del giro di stupefacenti tra Migliarino e Torre del Lago. Ma le diramazioni delle “famiglie” si estendono anche su Lucca, la Valdera e Livorno.

La recente retata dei carabinieri, con l’operazione “Binario 13” (28 misure cautelari) restituisce la fotografia della situazione in strada dello spaccio al dettaglio. Il livello base in cui trova il suo contesto, quasi da apprendista vista l’età, anche il giovane Ayoub Jarmouni. Uno dei tanti che ingrossano le fila dei pusher sulla piazza pisana. In gergo sono gli “spaccini”. Da qualche tempo era arrivata alle orecchie degli investigatori la ripresa dell’attività in quella zona della pineta. Si sfoga un investigatore: «Li arrestiamo in continuazione, ma gli sforzi rischiano di essere inutili. Anzi, togliendoli di mezzo magari facciamo anche un favore ai concorrenti. E come ne mettiamo uno dentro, un altro prende il suo posto».

Il marocchino, incensurato e clandestino, era uno dei tanti nordafricani che vengono reclutati per smerciare la roba in strada. Chi lo ha scoperto venerdì mattina stava passeggiando con i suoi cani.

Al Tirreno Giovanni Degl’Innocenti, commerciante di frutta e verdura di Marina, ha detto di essersi imbattuto nel corpo mentre percorreva la stradina per ritornare verso la litoranea. «Ho visto sulla destra la sagoma di una persona sdraiata, schiena a terra – è stata la sua testimonianza –. So che la zona è piena di spacciatori e lì per lì ho pensato a qualcuno che stava dormendo. Mi sono mosso verso il corpo e ho visto la pancia nuda. Il ventre immobile. Non stava respirando. Ho chiamato subito la polizia e ho atteso gli agenti sulla strada». Non sapeva il testimone involontario di aver quasi sfiorato la vittima di un delitto.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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