Italia
Bambini esclusi dai nidi, scatta la fiaccolata NoVax
Il Comitato toscano annuncia una maxi manifestazione a San Giuliano per domenica 17 dicembre. Ma dal gruppo Facebook sono bannati i giornalisti
SAN GIULIANO TERME. Una fiaccolata «allegra e pacifica» per sostenere i genitori dei 5 bambini a cui è stato negato l’accesso all’asilo nido. I NoVax della Toscana si mobilitano e annunciano un corteo a San Giuliano Terme. Appuntamento: domenica 17 dicembre, nel pomeriggio. Con l’idea di sfilare fin sotto Palazzo Niccolini per chiedere al Comune di tornare sui suoi passi e riammettere i bimbi “rifiutati” dalle scuole.
L’esclusione era stata decisa dal dirigenti scolastico e da quello comunale proprio perché i genitori dei bambini, tutti non vaccinati, non avevano consegnato l’autocertificazione: una violazione della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale. «A scuola i nostri bambini stanno preparando addobbi e aspettano il Natale insieme ad amici e maestre. E noi genitori, nonni, zii l’aspettiamo insieme a loro – scrive il direttivo del Comitato per la libertà vaccinale della Toscana sul gruppo Facebook –. Mentre i giorni passano non possiamo non pensare a 5 bambini che quest’anno si sono visti negare l’accesso ai loro asili per i soliti motivi. Succede qui, in Toscana, nel comune di San Giuliano Terme. Non siamo qui per entrare in tecnicismi. Ci sentiamo in dovere di manifestare la nostra solidarietà e vicinanza a queste famiglie per chiedere che i bambini possano tornare a scuola. Subito! Lo vogliamo fare con una fiaccolata allegra e pacifica insieme ai “Genitori del No obbligo Pisa”».
Una chiamata ai NoVax e ai dubbiosi della Toscana lanciata su Facebook. Ieri abbiamo provato a iscriverci al gruppo. Per farlo bisogna rispondere ad alcune domande. «Sei un genitore? Vivi in Toscana? Sei un giornalista?». Abbiamo risposto sì a tutte e tre e siamo stati bannati. Ma la fiaccolata non è certa. Mancano ancora le autorizzazioni. «Quelle famiglie – dice Giacomo Roberto, portavoce pisano del comitato – presentarono la documentazione che attestava la richiesta all’Asl di un appuntamento per avere informazioni sull’iter vaccinale. Ma il Comune non la considerò un’autocertificazione. Adesso dovrà ricredersi: in Lombardia il Tar ha appena riammesso una bambina al nido per un caso simile». Vero. Ma il tribunale di Reggio Emilia, in un altro caso, mercoledì ha dato ragione alle scuole (ma qui la famiglia non aveva presentato nessun documento per accedere a scuola, neppure la raccomandata con cui si chiedevano informazioni all'Asl).
«E la Corte Costituzionale ha da poco dato il via libera alla legge – dice Maria Elena Bianchi Bandinelli, assessora alla scuola di San Giuliano – Secondo la legge, dovevano dimostrare di avere un appuntamento per fare i vaccini e un’autocertificazione con cui i genitori dichiaravano di voler eseguire la copertura». Alcuni genitori avevano anche annunciato querele e cause civili. «Per ora – dice l’assessora – non abbiamo ricevuto nessuna notifica».
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