Il presidio
Pd-Mdp, dialogo aperto ma intesa tutta da costruire
Vertice sul cammino di avvicinamento alle elezioni comunali di primavera I dem chiedono di accelerare per un’alleanza, Articolo Uno prende tempo
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PISA. Il segretario Matteo Renzi apre (e invita sui territori i dirigenti locali del Pd a fare altrettanto) per ampie coalizioni di centrosinistra togliendo ogni veto. Per Articolo Uno-Mdp risponde Pierluigi Bersani bollando il tutto come parole e chiedendo fatti. Anche in città l’altra sera si sono confrontati Pd e Mdp. In un clima che le parti definiscono «pacato» non si sono raggiunti i toni del duello nazionale, ma nemmeno sono stati fatti passi decisivi in avanti in vista delle alleanze per le elezioni comunali della prossima primavera.
«Ma il confronto tra noi resta aperto», tengono a sottolineare i partecipanti. Al tavolo la pattuglia di ben dieci esponenti Pd, con in testa il segretario cittadino Giovanni Viale. Quattro invece i rappresentanti di Mdp, tra i quali il leader pisano, il deputato Paolo Fontanelli.
Un dialogo introdotto da Viale su un fronte e da Andrea Marchetti sull’altro. Due rappresentazioni delle rispettive posizioni che vengono sostanzialmente confermate. Rivolta ai democratici, la parola più usata è stata ancora «discontinuità». Mdp chiede al Pd un nuovo modello di coalizione, una discontinuità finalizzata «ad intercettare i cittadini che il centrosinistra ha perso per strada».
In questo un giudizio critico è arrivato sul lavoro svolto dal “comitato dei saggi”, peraltro con qualche perplessità anche da parte di esponenti dem. «Nessun accordo elettorale a tavolino, ma un lavoro per un nuovo progetto politico», il messaggio di Mdp.
Mentre il Pd ha chiesto un’accelerazione nel percorso di avvicinamento, quelli di Articolo Uno prendono tempo in attesa degli appuntamenti nazionali. Uno su tutti l’assemblea nazionale del 2 dicembre annunciata da Pippo Civati (Possibile), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Roberto Speranza (Articolo Uno-Mdp) per dare il via al progetto unitario su cui stanno confluendo diverse anime della sinistra.
Resta da capire se questo schema sia replicabile, in qualche forma, anche a livello locale. E come, e se, sia inseribile il dialogo con il Partito democratico a trazione renziana. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ma il confronto tra noi resta aperto», tengono a sottolineare i partecipanti. Al tavolo la pattuglia di ben dieci esponenti Pd, con in testa il segretario cittadino Giovanni Viale. Quattro invece i rappresentanti di Mdp, tra i quali il leader pisano, il deputato Paolo Fontanelli.
Un dialogo introdotto da Viale su un fronte e da Andrea Marchetti sull’altro. Due rappresentazioni delle rispettive posizioni che vengono sostanzialmente confermate. Rivolta ai democratici, la parola più usata è stata ancora «discontinuità». Mdp chiede al Pd un nuovo modello di coalizione, una discontinuità finalizzata «ad intercettare i cittadini che il centrosinistra ha perso per strada».
In questo un giudizio critico è arrivato sul lavoro svolto dal “comitato dei saggi”, peraltro con qualche perplessità anche da parte di esponenti dem. «Nessun accordo elettorale a tavolino, ma un lavoro per un nuovo progetto politico», il messaggio di Mdp.
Mentre il Pd ha chiesto un’accelerazione nel percorso di avvicinamento, quelli di Articolo Uno prendono tempo in attesa degli appuntamenti nazionali. Uno su tutti l’assemblea nazionale del 2 dicembre annunciata da Pippo Civati (Possibile), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Roberto Speranza (Articolo Uno-Mdp) per dare il via al progetto unitario su cui stanno confluendo diverse anime della sinistra.
Resta da capire se questo schema sia replicabile, in qualche forma, anche a livello locale. E come, e se, sia inseribile il dialogo con il Partito democratico a trazione renziana. (f.l.)
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