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Pisa

Bufera sul marchio antifascista: pronto un ricorso al Tar

di Sharon Braithwaite
Bufera sul marchio antifascista: pronto un ricorso al Tar

Mannocci contro le modifiche al regolamento comunale  promette di dare battaglia: «Non intendo rispettarlo»

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SAN GIULIANO TERME. «Non mi riconosco nei valori dell’antifascismo. La modifica al regolamento approvata dal consiglio comunale è aberrante e anti-costituzionale. Sarò il primo a trasgredirla. Un locale pubblico non può essere non concesso, imponendo una determinata concezione della storia». Giacomo Mannocci, consigliere comunale di Noi Adesso San Giuliano – Fratelli d’Italia, spiega così il motivo del suo voto contrario durante l’assemblea di martedì. L’assemblea consiliare ha approvato una mozione che modifica il regolamento per l’occupazione di aree pubbliche: il Comune non concederà locali, spazi o suolo pubblico «ad associazioni ed organizzazioni che abbiano manifestato e professato ideologie razziste, xenofobe o antisemite, omofobe o antidemocratiche, che si siano espressi con termini o modalità che indichino odio o intolleranza religiosa, o che si ispirino ai disvalori del fascismo o del nazismo, o che contrastino i valori della Resistenza». Secondo il consigliere è un provvedimento che contrasta con la Costituzione e annuncia battaglia, convinto di vincere il ricorso in Tribunale. «Il fascismo fa parte della storia d’Italia e non è possibile cancellarlo con una delibera consiliare. Questa modifica regolamentare è palesemente illegittima e limita la libertà di associazione. Non si può imporre una visione della storia, l’ordinamento tutela tutte le opinioni, salvo che non costituiscano reato. Il soggetto che vuole chiedere uno spazio pubblico deve dichiarare di accettare il valore dell’antifascismo e riconosce la Resistenza come momento fondante della Repubblica – aggiunge Mannocci - Sulla Resistenza c’è ancora un dibattito storiografico aperto. Un conto è imporre l’accettazione dei principi della Costituzione (che condivido, insieme all’antirazzismo e alla lotta alla xenofobia), un altro è una determinata visione delle vicende passate in maniera ideologica». Mannocci annuncia che sarà il primo a trasgredire questa disposizione. Tra pochi giorni il regolamento sarà effettivamente in vigore e il consigliere comunale chiederà al Comune una sala per potervi svolgere un dibattito sullo Ius Soli. «Mi rifiuterò di firmare la dichiarazione prevista. Scriverò che la mia è un’iniziativa che è conforme alla legge e se non mi sarà concesso lo spazio, ricorrerò al Tar. Come si motiverebbe il no allo svolgimento di un dibattito proposto da un partito democraticamente rappresentato in Parlamento? Un tecnico dovrebbe valutare il mio grado di democraticità? Siamo in dittatura?», si chiede Mannocci, che critica la “fretta” con cui le forze di sinistra in consiglio hanno approvato la norma. «Il loro obiettivo è sanzionare un ambulante che vorrebbe esporre oggetti dell’epoca fascista ai mercatini di dicembre a San Giuliano. Il problema di fondo è che un modo di pensare non può essere sanzionato».

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