Il Tirreno

Pisa

Bimbo non ammesso al nido Intervengono i carabinieri

di Valentina Landucci

Il piccolo non risulta in regola con l’obbligo vaccinale e al Comune non basta il certificato del pediatra. L’assessore: «Occorre firmare l’autocertificazione»

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PISA. Non è in regola con le vaccinazioni obbligatorie per legge, i suoi genitori non hanno presentato la documentazione richiesta per frequentare il nido e quindi non può andare a scuola. Ma la mamma del bambino non ci sta e, col sostegno del proprio legale, l’avvocato pisano Andrea Callaioli, fa chiamare i carabinieri. Risultato? I bimbo torna a casa, ma Comune e genitori si rivedranno presto in tribunale.

È successo ieri mattina a San Giuliano Terme. Il piccolo alunno del nido (omettiamo le generalità e anche la località dove si sono svolti i fatti per tutelarne la privacy) non è vaccinato ed è uno dei quattro (inizialmente cinque) casi su un totale di 120 bambini che frequentano i servizi 0-3 anni del Comune per i quali le famiglie non hanno firmato l’autocertificazione con la quale si impegnano a far vaccinare i propri figli. La particolarità della situazione, all’origine dell’intervento del personale dell’Arma, è però un’altra: ieri mattina la mamma si è presentata a scuola con un certificato redatto dal pediatra di famiglia in base al quale si informa il servizio educativo che il bimbo ha già l’appuntamento per avviare il percorso delle vaccinazioni. «La sospensione dalla frequenza del bambino - spiega Callaioli - in questo caso è addirittura scattata prima che la famiglia ricevesse la richiesta del Comune di mettersi in regola. Il bambino, insomma, già non frequentava. E sua madre ha preso appuntamento con il pediatra che ha fatto un certificato nel quale si attesta che da giovedì il bambino avvierà il percorso vaccinale. Per questo la mamma si è presentata a scuola». Per il Comune, responsabile del servizio educativo, quella documentazione non è sufficiente «e comunque deve essere esaminata dal funzionario responsabile» spiega l’assessore sangiulianese alla pubblica istruzione Maria Elena Bianchi Bandinelli. Che aggiunge: «occorre anche l’autocertificazione come chiesto a tutte le famiglie del nostro territorio». Il dispiacere dell’assessore per l’accaduto è reale «ma sono state stabilite delle regole da seguire che valgono per tutti». Quindi giochi, pappa e nanna il piccolo di San Giuliano, ignaro della battaglia, anche legale, che ormai da settimane si combatte in suo nome, continuerà a farli a casa. Come altri tre suoi coetanei sangiulianesi i cui genitori ancora non si sono adeguati alle richieste dell’amministrazione frutto dell’interpretazione della normativa nazionale: in caso di irregolarità rispetto all’obbligo vaccinale si possono frequentare asili nido e scuole dell’infanzia solo a fronte della presentazione di una autocertificazione in cui i genitori si impegnano a ottemperare agli obblighi. Possibile però che solo a San Giuliano ci siano genitori intransigenti? Ovviamente no. Il Comune ha seguito la linea condivisa in sede di conferenza zonale sulla scuola alla presenza dei dirigenti scolastici dell’intera area pisana. Ha solo anticipato i tempi entro i quali richiedere alle famiglie di mettersi in regola tutelandosi con un provvedimento di sospensione della frequenza. Gli avvisi ai genitori i cui figli non vaccinati frequentano nidi e materne sono stati inviati, ad esempio, anche dal Comune di Pisa che, tuttavia per ora non impedisce la frequenza a chi non si è adeguato. Ma è solo questione di tempo: i bimbi fino a sei anni senza documenti che attestino le vaccinazioni (fatte o prenotate) non saranno più ammessi a scuola dopo il 10 marzo. E a quella data c’è da immaginare che di “casi San Giuliano” ce ne saranno altri.

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