Italia
«Resto dove sono non tiratemi più per la giacca»
di CRISTIANO MARCACCI
Grassini respinge le proposte di candidatura a sindaco ed è pronta per un altro mandato in Confcommercio
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Rimane al suo posto. Il suo cuore batte in negozio. Tra i problemi e le soddisfazioni dei commercianti. Non vuol essere più tirata per la giacca, né da destra né da sinistra. Ha ormai deciso di restare sorda rispetto alle sirene politiche rispetto alle amministrative del 2018 a Pisa. Federica Grassini, titolare di un’attività nel campo dell’abbigliamento, veleggia verso la riconferma alla presidenza della Confcommercio di Pisa. È stata chiara, e unanime, la scelta da parte del consiglio provinciale in vista dell'assemblea generale in programma il prossimo primo dicembre.
Grassini, a quanto pare la rivogliono tutti. Se l'aspettava?
«Non era scontato e questo sincero riconoscimento da parte dei miei colleghi mi ha fatto molto piacere. Ci tengo però a ribadire che il successo di questi quattro anni di mandato è il risultato di un ottimo lavoro di squadra. Devo ringraziare tutto lo staff della struttura che quotidianamente si impegna nell’offrirci servizi efficienti, innovativi e estremamente convenienti con grande professionalità e simpatia».
Quindi la sua ricandidatura è ufficiale?
«Dopo un simile attestato di stima da parte del consiglio non posso rifiutare, ma sono ben consapevole della mole di lavoro che, in caso di rielezione, mi aspetterebbe e della responsabilità che comporta: lungi dal sedersi sugli allori, dovrei e dovremmo fare di più e meglio».
Ma di lei si parlava con insistenza di una candidatura a sindaco di Pisa. Voci campate in aria?
«Se n’è parlato molto, sicuramente troppo e a sproposito. In giro ci sono persone che con disinvoltura trasvolano da una carica all'altra, da un'associazione ad una formazione politica (il riferimento implicito è ad Antonio Veronese, ex leader di Confesercenti e attuale candidato sindaco del “Patto Civico”, ndr). Io ho ben chiaro il mio ruolo di imprenditore alla guida di un’azienda che dà lavoro a molte persone che rappresentano una seconda famiglia, alle quali non recherei mai alcun danno. Fare il sindaco è un impegno totalizzante e molto serio, non è semplicemente occupare una poltrona di prestigio. Io sono donna di fatti e poche pretese che ama portare avanti ciò in cui si spende col massimo impegno, con serietà e senso di responsabilità. Se l'assemblea mi eleggerà, continuerò a difendere gli interessi di oltre 5.300 imprenditori con rinnovato entusiasmo e impegno. Questa è la politica a cui sento di appartenere e che mi rappresenta da vicino».
Questo non significa che Confcommercio non si possa schierare e sostenere qualche candidato. Alle amministrative con chi vi schiererete?
«Con nessuno, ovviamente. Da statuto, siamo una libera associazione di imprese e liberi professionisti, assolutamente apartitica. Con la politica interloquiamo senza fare distinzioni di partito, ma abbiamo sempre e solo un unico obiettivo: difendere le istanze dei nostri associati, senza remore e senza scendere a compromessi».
Quindi rimarrete indifferenti rispetto a chi vincerà o a chi perderà le elezioni?
«Le scelte politiche dei cittadini pisani influenzeranno il futuro governo dell’intera città, non possono essere indifferenti per nessuno. Chiunque sia scelto a guidare Palazzo Gambacorti dovrà assumersi la responsabilità di cambiare questa città in meglio. Confcommercio Pisa come sempre offrirà la massima collaborazione. A noi più che le promesse elettorali, interessano le scelte sul campo, quelle che vanno ad incidere direttamente sul nostro lavoro e sulla nostra vita quotidiana e sulle quali ci auguriamo una più stretta concertazione».
Insomma, baderete al sodo...
«Le battaglie che facciamo riguardano questioni di merito, mai di appartenenza. Sicurezza, commercio, turismo, viabilità, tasse, burocrazia, innovazione, sono queste alcune delle principali parole chiave che muovono il nostro impegno associativo».
A proposito di sicurezza, si parla sempre di più di una percezione d’insicurezza superiore alla reale soglia d’insicurezza. È d’accordo?
«Ci battiamo da anni per far capire alla politica e alle istituzioni che non si tratta di semplice percezione, ma che il problema è reale. Per furti agli esercizi commerciali Pisa è la sesta provincia d'Italia e la percentuale di imprese pisane che si sentono danneggiate dall'illegalità ha raggiunto il 65% del totale. Se questa è percezione...».
Proposte?
«Non certo le sentinelle o simili. Portare all'attenzione, denunciare, far emergere il problema ovunque siamo chiamati ad intervenire, che sia al Viminale o alla riunione di quartiere. Questo è il nostro compito. Garantire ordine e sicurezza non spetta certo a noi e in questi momenti di esasperazione è persino rischioso pretenderlo».
E allora?
«Ci vuole una precisa volontà politica per contrastare seriamente tutto questo. Altrimenti perdiamo tempo. La parola “tolleranza” va cancellata di fronte al non rispetto delle regole. Fenomeni di criminalità quali abusivismo, contraffazione, spaccio, furti e rapine, sono ormai cronici in città come in provincia. C’è in gioco la sicurezza, ma soprattutto l'identità e il futuro di Pisa e del suo territorio».
Addirittura...
«Pensi solo al fatto che alcuni dei principali tour operator internazionali hanno drasticamente ridotto il tempo di permanenza in città, con evidenti perdite in termini economici e con un danno di immagine pesantissimo».
Già, il turismo. Ma ci crediamo davvero a Pisa?
«È una delle strade maestre per creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo. Il potenziale è enorme, abbiamo infrastrutture di prim'ordine, un patrimonio storico-paesaggistico invidiabile, siamo un territorio molto attraente agli occhi dei visitatori, purtroppo non riusciamo a fare il salto di qualità».
Suggerisca qualcosa allora...
«Vinceremo la sfida dei prossimi anni a condizione di alzare la qualità dell'offerta individuando al contempo target adeguati, unendoci in reti di impresa efficaci, destagionalizzando i flussi turistici, facendo emergere e depurando il veleno della concorrenza sleale di tanti soggetti che inquinano i pozzi del mercato regolare non rispettandone le regole. Ultimo, non per importanza, insistere nel far capire agli amministratori locali che il turismo è un volano efficace solo se vi si investono risorse pubbliche e non un salvadanaio dal quale prelevare soldi a proprio piacimento».
Altri punti del suo nuovo mandato?
«Sostegno al commercio tradizionale e di vicinato, con il recupero urbanistico e commerciale dei nostri centri storici e dei borghi; con interventi mirati su viabilità, parcheggi e decoro; massima attenzione al litorale e il rilancio dell'area costiera, alla luce di un rapporto con Firenze meno sbilanciato e da ripensare radicalmente».
Grassini, a quanto pare la rivogliono tutti. Se l'aspettava?
«Non era scontato e questo sincero riconoscimento da parte dei miei colleghi mi ha fatto molto piacere. Ci tengo però a ribadire che il successo di questi quattro anni di mandato è il risultato di un ottimo lavoro di squadra. Devo ringraziare tutto lo staff della struttura che quotidianamente si impegna nell’offrirci servizi efficienti, innovativi e estremamente convenienti con grande professionalità e simpatia».
Quindi la sua ricandidatura è ufficiale?
«Dopo un simile attestato di stima da parte del consiglio non posso rifiutare, ma sono ben consapevole della mole di lavoro che, in caso di rielezione, mi aspetterebbe e della responsabilità che comporta: lungi dal sedersi sugli allori, dovrei e dovremmo fare di più e meglio».
Ma di lei si parlava con insistenza di una candidatura a sindaco di Pisa. Voci campate in aria?
«Se n’è parlato molto, sicuramente troppo e a sproposito. In giro ci sono persone che con disinvoltura trasvolano da una carica all'altra, da un'associazione ad una formazione politica (il riferimento implicito è ad Antonio Veronese, ex leader di Confesercenti e attuale candidato sindaco del “Patto Civico”, ndr). Io ho ben chiaro il mio ruolo di imprenditore alla guida di un’azienda che dà lavoro a molte persone che rappresentano una seconda famiglia, alle quali non recherei mai alcun danno. Fare il sindaco è un impegno totalizzante e molto serio, non è semplicemente occupare una poltrona di prestigio. Io sono donna di fatti e poche pretese che ama portare avanti ciò in cui si spende col massimo impegno, con serietà e senso di responsabilità. Se l'assemblea mi eleggerà, continuerò a difendere gli interessi di oltre 5.300 imprenditori con rinnovato entusiasmo e impegno. Questa è la politica a cui sento di appartenere e che mi rappresenta da vicino».
Questo non significa che Confcommercio non si possa schierare e sostenere qualche candidato. Alle amministrative con chi vi schiererete?
«Con nessuno, ovviamente. Da statuto, siamo una libera associazione di imprese e liberi professionisti, assolutamente apartitica. Con la politica interloquiamo senza fare distinzioni di partito, ma abbiamo sempre e solo un unico obiettivo: difendere le istanze dei nostri associati, senza remore e senza scendere a compromessi».
Quindi rimarrete indifferenti rispetto a chi vincerà o a chi perderà le elezioni?
«Le scelte politiche dei cittadini pisani influenzeranno il futuro governo dell’intera città, non possono essere indifferenti per nessuno. Chiunque sia scelto a guidare Palazzo Gambacorti dovrà assumersi la responsabilità di cambiare questa città in meglio. Confcommercio Pisa come sempre offrirà la massima collaborazione. A noi più che le promesse elettorali, interessano le scelte sul campo, quelle che vanno ad incidere direttamente sul nostro lavoro e sulla nostra vita quotidiana e sulle quali ci auguriamo una più stretta concertazione».
Insomma, baderete al sodo...
«Le battaglie che facciamo riguardano questioni di merito, mai di appartenenza. Sicurezza, commercio, turismo, viabilità, tasse, burocrazia, innovazione, sono queste alcune delle principali parole chiave che muovono il nostro impegno associativo».
A proposito di sicurezza, si parla sempre di più di una percezione d’insicurezza superiore alla reale soglia d’insicurezza. È d’accordo?
«Ci battiamo da anni per far capire alla politica e alle istituzioni che non si tratta di semplice percezione, ma che il problema è reale. Per furti agli esercizi commerciali Pisa è la sesta provincia d'Italia e la percentuale di imprese pisane che si sentono danneggiate dall'illegalità ha raggiunto il 65% del totale. Se questa è percezione...».
Proposte?
«Non certo le sentinelle o simili. Portare all'attenzione, denunciare, far emergere il problema ovunque siamo chiamati ad intervenire, che sia al Viminale o alla riunione di quartiere. Questo è il nostro compito. Garantire ordine e sicurezza non spetta certo a noi e in questi momenti di esasperazione è persino rischioso pretenderlo».
E allora?
«Ci vuole una precisa volontà politica per contrastare seriamente tutto questo. Altrimenti perdiamo tempo. La parola “tolleranza” va cancellata di fronte al non rispetto delle regole. Fenomeni di criminalità quali abusivismo, contraffazione, spaccio, furti e rapine, sono ormai cronici in città come in provincia. C’è in gioco la sicurezza, ma soprattutto l'identità e il futuro di Pisa e del suo territorio».
Addirittura...
«Pensi solo al fatto che alcuni dei principali tour operator internazionali hanno drasticamente ridotto il tempo di permanenza in città, con evidenti perdite in termini economici e con un danno di immagine pesantissimo».
Già, il turismo. Ma ci crediamo davvero a Pisa?
«È una delle strade maestre per creare nuove opportunità di crescita e di sviluppo. Il potenziale è enorme, abbiamo infrastrutture di prim'ordine, un patrimonio storico-paesaggistico invidiabile, siamo un territorio molto attraente agli occhi dei visitatori, purtroppo non riusciamo a fare il salto di qualità».
Suggerisca qualcosa allora...
«Vinceremo la sfida dei prossimi anni a condizione di alzare la qualità dell'offerta individuando al contempo target adeguati, unendoci in reti di impresa efficaci, destagionalizzando i flussi turistici, facendo emergere e depurando il veleno della concorrenza sleale di tanti soggetti che inquinano i pozzi del mercato regolare non rispettandone le regole. Ultimo, non per importanza, insistere nel far capire agli amministratori locali che il turismo è un volano efficace solo se vi si investono risorse pubbliche e non un salvadanaio dal quale prelevare soldi a proprio piacimento».
Altri punti del suo nuovo mandato?
«Sostegno al commercio tradizionale e di vicinato, con il recupero urbanistico e commerciale dei nostri centri storici e dei borghi; con interventi mirati su viabilità, parcheggi e decoro; massima attenzione al litorale e il rilancio dell'area costiera, alla luce di un rapporto con Firenze meno sbilanciato e da ripensare radicalmente».
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