Italia
Addio a Rossella, in Ctt le donarono le ferie per curarsi
È morta a 54 anni l’autista-coraggio di Peccioli diventata nel 2014 un autentico caso nazionale
PISA. Non hai mai tirato il freno, nonostante i tanti ostacoli che ha incontrato lungo il tragitto della sua vita. Ha sempre affondato il piede sull’acceleratore per correre più veloce della malattia. Che si è impossessata del suo corpo, senza però scalfire il coraggio e la determinazione. Diventati il motore di un’esistenza interrotta la scorsa notte, quando la malattia ha avuto la meglio su Rossella Cionini, l’autista pecciolese della Ctt Nord che ha fatto fronte ad un lungo calvario di operazioni e sofferenza accompagnato dalla solidarietà di centinaia di colleghi dell’azienda di trasporto pubblico locale che, dal 2014, hanno donato ferie e permessi per permetterle di curarsi.
Era malata da tempo, Rossella. A cadenze regolari affrontava quel mostro sottoponendosi ad interventi chirurgici che la costringevano a lunghe degenze. Nel gennaio 2014 le sue ferie erano finite. I permessi anche. Il suo calvario non si era però ancora arrestato. Sarebbe rimasta a casa senza stipendio, ma in suo soccorso arrivarono quasi 300 colleghi che decisero di donarle un giorno a testa di ferie. Dei veri e propri “angeli custodi” che l’hanno accompagnata fino al suo ultimo viaggio. Iniziato qualche mese fa con l'ennesima operazione e concluso la scorsa notte, “scortato” dalla solidarietà di autisti, impiegati, controllori e meccanici della compagnia di trasporti che cercheranno di trasformare gli ultimi giorni donati in soldi da destinare alla famiglia o a qualche iniziativa di beneficenza.
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Una gara di solidarietà che diventò un caso nazionale. Mediatico prima, politico dopo. Con una proposta di legge per riconoscere le cosiddette “ferie solidali”. La “legge degli angeli” la definì la stessa Cionini, che non ha mai voluto rinunciare al suo posto nella cabina di guida. La società le propose di lavorare in biglietteria. La sua missione, iniziata nel 2001 nella Cpt, era però accompagnare studenti, anziani e famiglie. Sempre con il sorriso che l’ha contraddistinta a bordo dei bus e nella vita privata. Classe 1963, Cionini lascia il marito Massimo, due figli, una nipote e un segno indelebile in una battaglia per trasformare quell’atto di solidarietà in una consuetudine. «Abbiamo fatto il possibile, ma forse non tutto – dice il marito tra le lacrime –. I colleghi sono sempre stati al suo fianco, anche nelle ultime settimane. Abbiamo fatto il possibile per combattere la malattia. Forse non tutto, ma il possibile».
Lo stesso impegno con cui Cionini si era spesa per difendere lavoro e lavoratori. Negli ultimi mesi si era proposta di assumere il ruolo di delegata Cgil alla Ctt Nord di Pontedera. Alle ultime amministrative di Peccioli si era candidata in una lista civica. «Donare le ferie è stato un gesto spontaneo. A lei, ma anche ad altri colleghi in difficoltà – ricordano i dipendenti Ctt –. La sua vicenda ha contribuito ad unirci e a compattare un settore non sempre facile. Ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa per una persona dal cuore d’oro che, nonostante il male, non si è mai arresa». Il funerale si è tenuto alle 14 di venerdì 27 ottobre nella chiesa parrocchiale di San Verano a Peccioli.
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