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Mdp contro il Pd renziano «Poca attenzione alla costa»
Il deputato Fontanelli: se si tolgono gli impegni di Rossi per Livorno resta poco PisaMover un’occasione persa e ora il rischio è che debbano pagare i pisani
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PISA. «Ma per la costa, in concreto, la Regione cosa fa?». E poi: «Attenzione al People Mover, i pisani rischiano di dover pagare se i conti non torneranno». Paolo Fontanelli, deputato di Articolo Uno-Mdp, va all’attacco. Lo spunto sono i fendenti tirati dal Pd renziano al governatore Enrico Rossi. E nel mirino dell’ex sindaco ci finisce soprattutto Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale del Partito democratico, consigliere regionale e presidente della commissione costa. «Leggo che all’iniziativa del Pd con Luca Lotti a Prato sono partiti attacchi di una certa consistenza verso il presidente Rossi, dando così motivo a molti di iniziare a pensare ad ipotesi di elezioni anticipate per la Regione Toscana. Sarebbe un danno per il territorio toscano e il buon senso porta a dire che è meglio evitare e pensare invece a rilanciare l’azione della giunta e del consiglio regionale». Fontanelli si dichiara «colpito dalle affermazioni dei principali esponenti del Pd che da quella tribuna hanno detto, più o meno, che la Regione deve guardare di più al centro della Toscana e non solo alla costa. Strano, quando ci sono consiglieri regionali dirigenti del Pd che si sono ripromessi di ridurre il divario che penalizza la costa nei confronti del centro della Toscana, e che in quel contesto sembrano accettare la tesi opposta. Ma poi, tutti questi interventi sulla costa dove sono? Se si tolgono gli impegni per il porto di Livorno stabiliti da Rossi e poco altro, dov’è concretamente l’ammodernamento infrastrutturale dell’asse costiero? Dove sono i risultati diretti, in termini di investimenti, dell’azione della commissione costa del consiglio regionale?».
Un’opportunità, secondo Fontanelli, era rappresentata dalla realizzazione del PisaMover, «che si doveva collegare - dice - con un potenziamento della ferrovia per Firenze con l’obiettivo di alleggerire il traffico su gomma sulla superstrada e rendere più agevole e funzionale la mobilità di coloro che arrivano o partono dall’aeroporto Galilei. Di questo parlò anche la nuova proprietà degli aeroporti di Pisa e Firenze al momento della fusione societaria. Anzi, ne faceva un punto qualificante. Poi, invece, tutto è cambiato. Toscana Aeroporti si è smarcata ed è rimasta fuori dall’operazione PisaMover, continuando a sostenere i pullman che prendono i turisti sul piazzale dell’aerostazione e dettando condizioni che impediscono l’uso dei grandi parcheggi scambiatori in funzione dei fruitori della mobilità aerea». E così «in questo contesto il movimento di passeggeri che utilizzano il PisaMover sembra essere insufficiente a ripagare l’investimento, e in quel caso il costo del risultato mancante ricadrà sulle casse del Comune, ovvero dei cittadini pisani. Ebbene, se questo dato è più o meno reale, occorre fare chiarezza il prima possibile. E fare chiarezza significa trovare il modo di rendere produttivo l’uso del parcheggio scambiatore allargando le sue potenzialità di mercato verso gli utenti dell’aeroporto. Prima si fa è meglio è, anche per evitare che questo tema diventi il tormentone della campagna elettorale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un’opportunità, secondo Fontanelli, era rappresentata dalla realizzazione del PisaMover, «che si doveva collegare - dice - con un potenziamento della ferrovia per Firenze con l’obiettivo di alleggerire il traffico su gomma sulla superstrada e rendere più agevole e funzionale la mobilità di coloro che arrivano o partono dall’aeroporto Galilei. Di questo parlò anche la nuova proprietà degli aeroporti di Pisa e Firenze al momento della fusione societaria. Anzi, ne faceva un punto qualificante. Poi, invece, tutto è cambiato. Toscana Aeroporti si è smarcata ed è rimasta fuori dall’operazione PisaMover, continuando a sostenere i pullman che prendono i turisti sul piazzale dell’aerostazione e dettando condizioni che impediscono l’uso dei grandi parcheggi scambiatori in funzione dei fruitori della mobilità aerea». E così «in questo contesto il movimento di passeggeri che utilizzano il PisaMover sembra essere insufficiente a ripagare l’investimento, e in quel caso il costo del risultato mancante ricadrà sulle casse del Comune, ovvero dei cittadini pisani. Ebbene, se questo dato è più o meno reale, occorre fare chiarezza il prima possibile. E fare chiarezza significa trovare il modo di rendere produttivo l’uso del parcheggio scambiatore allargando le sue potenzialità di mercato verso gli utenti dell’aeroporto. Prima si fa è meglio è, anche per evitare che questo tema diventi il tormentone della campagna elettorale».
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