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Investitori esteri salveranno il porto

Investitori esteri salveranno il porto

Presentata in Tribunale la richiesta di concordato dopo l’intesa con le banche. Atteso il via al progetto dell’area residenziale  

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MARINA DI PISA. Porto di Marina ad una svolta. Arrivano investitori internazionali in soccorso della Boccadarno Spa, che, d’intesa con le banche creditrici, ieri mattina ha depositato in Tribunale la domanda di concordato in bianco. Soldi freschi e tutela del Tribunale contro eventuali speculatori. Due mosse che puntano ad allontanare le nubi del fallimento e danno gambe concrete alla partenza vera e propria della parte del progetto di recupero dell’area ex Motofides con lo sviluppo residenziale intorno al porto.

In una nota Boccadarno Spa spiega di aver «individuato, tra alcune proposte vagliate insieme agli azionisti e alle banche finanziatrici, e con il supporto dell’advisor Kpmg Advisory Spa, la soluzione di ristrutturazione finanziaria in grado di offrire le migliori condizioni per il completamento del progetto di recupero edificatorio dell’area di Boccadarno nel rispetto della continuità aziendale e degli obiettivi convenzionati con le amministrazioni competenti».

Il ricorso al concordato in bianco consente alla società di mettersi al riparo da decreti ingiuntivi o richieste di fallimento per almeno due mesi. È stata una scelta adottata con l’accordo dei creditori, nella quasi totalità il sistema bancario, la cui esposizione verso la Boccadarno Spa si aggira sui 100 milioni di euro. Il concordato apre la strada alla ristrutturazione dei debiti e, dettaglio non da poco in un’operazione del genere, lo fa con l’intesa delle banche e il contributo di soldi cash di investitori internazionali pronti a dare ossigeno alle casse della società. L’alternativa sarebbe stata quella entro Natale di dichiarare il fallimento.

«Abbiamo fatto ricorso ad una procedura che garantisse la maggiore tutela degli interessi dei creditori e il loro miglior soddisfacimento in tempi ragionevolmente brevi, nel rispetto dei criteri previsti dalla legge e al riparo da possibili azioni speculative», sottolinea la società. Che ricorda la crisi della nautica e quella dell’edilizia come gli ostacoli contro cui si è trovata a fare i conti già dall’inaugurazione del porto turistico. «Abbiamo accettato la sfida del risanamento e profuso il massimo sforzo per evitare il default societario – conclude la Boccadarno Spa –. Abbiamo ora ristabilito le condizioni per consentire la riattivazione dei flussi di investimento necessari al completamento del piano di recupero». Riserbo al momento da parte della società sull’identikit dell’investitore, mentre da Palazzo Gambacorti, sede del Comune, guardano con fiducia a questi sviluppi.

Pietro Barghigiani

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