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Una stazione ecologica per le frazioni del Serchio
Il centro di raccolta dei rifiuti di Albavola è finalmente pronto ad aprire i battenti Progetto nato nel 2008, è arrivato alla completa realizzazione solo pochi mesi fa
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SAN GIULIANO TERME. Sembrava non dover arrivare mai l’apertura ufficiale del centro di raccolta di Albavola. Tra rinvii, nuove procedure, (ri)progettazioni e vari cavilli burocratici, il progetto nato nel 2008 pareva destinato all’archiviazione sotto la voce “opera incompiuta”. Invece, il sindaco Sergio Di Maio ne annuncia l’inaugurazione e si dimostra estremamente soddisfatto per aver portato a compimento una struttura «particolarmente sentita dai cittadini delle frazioni dell’area del Serchio, che da anni chiedono di poter disporre di una stazione ecologica meno decentrata rispetto alle due già esistenti», spiega.
«Il percorso è stato lungo ed accidentato – dice il sindaco –. Il progetto di realizzazione della stazione ecologica di Albavola fu avviato infatti nel novembre 2008 e successivamente modificato nel marzo 2011 per il cambiamento delle normative di riferimento. Ma soprattutto dall’estensione della raccolta porta a porta a tutte le frazioni che determinò l’esigenza di inserire nel nuovo centro un’isola logistica con caratteristiche adeguate alle nuove esigenze». Poi è arrivato Di Maio nel 2014 alla guida del Comune e la fine della realizzazione sembrava ancora lontana. «Lo stanziamento nel 2015 delle risorse finanziarie per il completamento dei sottoservizi e la riqualificazione della viabilità di accesso – sottolinea l’assessore alle politiche per l’ambiente Daniela Vanni – permise di dare un nuovo impulso alla realizzazione dell’opera. A settembre 2016 le strutture e le opere accessorie per l’accesso e l’alimentazione della stazione ecologica risultavano completate».
Un passaggio, quello di un anno fa, che sembrava l’ultimo. Invece, sorse un altro problema. «Una volta completate le opere, nel riavviare l’iter burocratico per l’apertura, abbiamo constatato che il percorso di autorizzazione ambientale del progetto non erano stato completate – riprende Vanni –. Ci eravamo concentrati sulla realizzazione dell’opera, pensando che quanto fatto avesse già avuto un avallo degli enti competenti in materia ambientale. Credevamo di dover solo recuperare la documentazione, invece ci siamo trovati a dover partire da zero. Appena preso in mano il progetto dei presidi ambientali, ci siamo resi conto che quello originale andava rivisto ulteriormente dal punto di vista tecnico, risultando il sistema di regimazione e trattamento delle acque meteoriche di prima pioggia e dei reflui domestici originati dai servizi non adeguato al tipo di ricettore finale degli scarichi».
Così è stata richiesta l’Autorizzazione unica ambientale, «un lavoro non semplice – conclude Di Maio – ma che, alla fine, siamo riusciti a portare a compimento».
«Il percorso è stato lungo ed accidentato – dice il sindaco –. Il progetto di realizzazione della stazione ecologica di Albavola fu avviato infatti nel novembre 2008 e successivamente modificato nel marzo 2011 per il cambiamento delle normative di riferimento. Ma soprattutto dall’estensione della raccolta porta a porta a tutte le frazioni che determinò l’esigenza di inserire nel nuovo centro un’isola logistica con caratteristiche adeguate alle nuove esigenze». Poi è arrivato Di Maio nel 2014 alla guida del Comune e la fine della realizzazione sembrava ancora lontana. «Lo stanziamento nel 2015 delle risorse finanziarie per il completamento dei sottoservizi e la riqualificazione della viabilità di accesso – sottolinea l’assessore alle politiche per l’ambiente Daniela Vanni – permise di dare un nuovo impulso alla realizzazione dell’opera. A settembre 2016 le strutture e le opere accessorie per l’accesso e l’alimentazione della stazione ecologica risultavano completate».
Un passaggio, quello di un anno fa, che sembrava l’ultimo. Invece, sorse un altro problema. «Una volta completate le opere, nel riavviare l’iter burocratico per l’apertura, abbiamo constatato che il percorso di autorizzazione ambientale del progetto non erano stato completate – riprende Vanni –. Ci eravamo concentrati sulla realizzazione dell’opera, pensando che quanto fatto avesse già avuto un avallo degli enti competenti in materia ambientale. Credevamo di dover solo recuperare la documentazione, invece ci siamo trovati a dover partire da zero. Appena preso in mano il progetto dei presidi ambientali, ci siamo resi conto che quello originale andava rivisto ulteriormente dal punto di vista tecnico, risultando il sistema di regimazione e trattamento delle acque meteoriche di prima pioggia e dei reflui domestici originati dai servizi non adeguato al tipo di ricettore finale degli scarichi».
Così è stata richiesta l’Autorizzazione unica ambientale, «un lavoro non semplice – conclude Di Maio – ma che, alla fine, siamo riusciti a portare a compimento».
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