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Pisa

Fontanelli rinuncia al cibo per difendere lo “ius soli”

Fontanelli rinuncia al cibo per difendere lo “ius soli”

Sciopero della fame per l’ex sindaco di Pisa e parlamentare di Articolo Uno-Mdp E critica il voto di fiducia: «Preoccupa anche in chiave elezioni comunali»

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PISA. «Ci attendono altre ore di polemica e di battaglia politica. Per quanto mi riguarda, le affronterò anche rispettando l’impegno che ho preso con l’adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a sostegno della campagna per l’approvazione della legge sullo “ius soli” entro la fine della legislatura. Le mie scadenze sono per il giorno del giovedì di ogni settimana. Ora inizio».

Tra temi nazionali e riflessi locali in vista delle elezioni amministrative, il deputato Paolo Fontanelli (Articolo Uno-Mdp) annuncia sul suo “taccuino” l’avvio del suo sciopero della fame per lo “ius soli”. «In questo momento infatti sono solo nel mio ufficio in attesa che riprendano i lavori in aula», dice intorno alle 13 di ieri. Ma al centro delle attenzioni dell’ex sindaco di Pisa c’è anche quella che definisce «una forzatura istituzionale grave e sbagliata che si sta consumando in questo ore alla Camera», ovvero «impedire, attraverso i voti di fiducia, il confronto sul merito della legge elettorale».

Un testo che sarà oggetto di un approfondimento nell’iniziativa promossa da Articolo Uno per oggi, alle 17,30, con il contributo di tre costituzionalisti. Nella sede di via San Martino si confrontano Andrea Pertici (Università di Pisa), Emanuele Rossi (Scuola Sant’Anna), Rolando Tarchi (Università di Pisa) ed Alfredo D’Attorre, capogruppo di Mdp alla commissione Affari costituzionali della Camera. «Spero ci sia una larga partecipazione», dice Fontanelli, aggiungendo che «sul piano politico locale è significativo che le forze di sinistra si ritrovino per dire no a questa legge e chiedere che al Senato non sia messa la fiducia». È evidente che il clima politico nazionale, sempre più acceso in vista delle elezioni, avrà un riflesso anche nelle situazioni territoriali. «Ciò rappresenta una preoccupazione in più – ammette Fontanelli – nella prospettiva delle elezioni comunali, perché il quadro nazionale favorisce oggettivamente il rilancio delle coalizioni di centrodestra ed esalta le divisioni nel centrosinistra. Peraltro il fatto che a Pisa un pezzo della coalizione della maggioranza uscente si sia già smarcato non rafforza certamente l’idea di un’alleanza che si presenta coesa e forte dei risultati alla verifica elettorale».

Il deputato ribadisce l’invito al suo ex partito: «C’è un limite evidente dell’iniziativa del Pd, che tra l’altro sembra concentrato soprattutto sul tema dei nomi. Ma non è con il toto-candidati che si risolvono i problemi. Articolo Uno-Mdp ribadisce che la prima cosa da fare è agire per recuperare un largo rapporto con la società pisana, nelle sue diverse espressioni, con l’obiettivo e la disponibilità a raccogliere indicazioni programmatiche e anche indicazioni sui possibili candidati a sindaco. Secondo noi è da questo lavoro che può nascere una proposta seria e credibile per la città».

Intanto, sulla legge elettorale, Mdp organizza con le altre forze della sinistra un presidio per domenica in Logge di Banchi (ore 16). I motivi? «No al patto di potere tra Renzi e Berlusconi per un altro Parlamento di nominati» e «no ad una fiducia che è una violenza al Parlamento».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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