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Accuse al pd da sì toscana e sinistra italiana 

Esternalizzazioni al Galilei, bufera in consiglio regionale

Esternalizzazioni al Galilei, bufera in consiglio regionale

PISA. Il piano di esternalizzazioni di Toscana Aeroporti accende anche uno scontro politico. Con Sì-Toscana a sinistra e Sinistra Italiana che puntano il dito contro il Pd dopo quella che definiscono...

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PISA. Il piano di esternalizzazioni di Toscana Aeroporti accende anche uno scontro politico. Con Sì-Toscana a sinistra e Sinistra Italiana che puntano il dito contro il Pd dopo quella che definiscono una «fuga» dei consiglieri dem dai banchi del consiglio regionale in occasione della discussione sul programma di cessioni ed esternalizzazioni di attività presentato dalla società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze, che coinvolgerà circa 800 lavoratori, saltata per la mancanza del numero legale. «Una brutta pagina per la Toscana», accusano i coordinatori regionali di SI Daniela Lastri e Marco Sabatini e quelli provinciali di Firenze e Pisa Serena Pillozzi ed Ettore Bucci. «Una seduta improntata all’autoritarismo», aggiungono Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a sinistra. «Il numero legale – specificano – è mancato al momento del voto su un atto che riguardava il tunnel dell'alta velocità, il nuovo aeroporto di Firenze e l’inceneritore di Casa Passerini. Pur essendo all'opposizione, siamo rimasti in aula non per far approvare l’atto sulle grandi opere, ma per garantire i diritti dei lavoratori degli aeroporti, ma ci hanno anche impedito di prendere la parola e proporre la ripresa dei lavori».

Il piano proposto da Toscana Aeroporti, che ha dato avvio ad un braccio di ferro con i sindacati che ne chiedono il ritiro, prevede la vendita del settore handling, un “pacchetto” di lavorazioni (tra le quali controllo tecnico, pulizia, rifornimento velivoli, assistenza a terra dei passeggeri e attività di check-in) che impiega circa 700 addetti tra Pisa e Firenze, e l’esternalizzazione del settore security del Galilei (circa 100 lavoratori). Una ristrutturazione aziendale, che sarà accompagnata anche dalla “revisione” dei contratti di secondo livello, che ha messo in allarme anche il Pd e il Comune di Pisa, socio pubblico della società nata dalla fusione tra Sat e Adf. «Le preoccupazioni sono più che comprensibili – sottolinea Andrea Pieroni, consigliere regionale Pd –. Inevitabile e giustificato l’allarme dei sindacati, alimentato anche dalla mancanza di informazioni preventive nei confronti degli enti pubblici territoriali. Un atteggiamento di dubbio rispetto istituzionale».

Preoccupazioni che si inseriscono in un contesto di ulteriore crescita dello scalo pisano (il cui obiettivo è il raggiungimento di 7 milioni di passeggeri attraverso la realizzazione della nuova aerostazione passeggeri). «In questo contesto – conclude Pieroni – è necessario che, in testa la Regione, si apra un confronto su tutte le questioni in campo, non escludendo alcuna soluzione utile a far sì che il sistema aeroportuale toscano possa continuare a crescere salvaguardando sviluppo, sicurezza e qualità del lavoro dei dipendenti».

Danilo Renzullo

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