al confine con torre del lago
Spaccio e degrado alla Bufalina: la rabbia dei residenti
VECCHIANO. C’è il muro, ci sono anche le transenne tra i binari, bianche a rosse, a segnalare il divieto di attraversamento, ma il via vai sui binari di Torre del Lago non accenna a diminuire. Come...
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VECCHIANO. C’è il muro, ci sono anche le transenne tra i binari, bianche a rosse, a segnalare il divieto di attraversamento, ma il via vai sui binari di Torre del Lago non accenna a diminuire. Come denunciano i residenti intorno alla stazione, come raccontano gli studenti ed i pendolari che utilizzano la fermata ormai del tutto in mano a chi spaccia, si prostituisce, o consuma gli stupefacenti direttamente sulle panchine della stazione.
Il tappeto di siringhe in ogni angolo e tra i cespugli è la fotografia di quali traffici si consumino tra la stazione ed il ponte della Bufalina, sorta di enclave, appartenente per vicinanza ed affinità a Torre del Lago, ma di fatto governata da Pisa, perché alla Bufalina è già comune di Vecchiano e, dunque, provincia della Torre pendente.
«Qualche giorno fa – raccontano i residenti – abbiamo fotografato e filmato dei transessuali che espletavano i propri bisogni corporali accucciati tra i cespugli lungo i binari. Di giorno come di notte è tutto un camminare, a volte rincorrendosi, incontrandosi a gruppi. Dalla stazione raggiungono la Bufalina e poi tornano indietro e via di nuovo che arriva gente».
Al ponte in pineta si racconta vi sia un tavolinetto con la fila per acquistare gli stupefacenti. E che, quando c’è fila, ci scappi anche un caffè. Servizio completo. Tanto, nel rimpallo di competenze tra Prefettura di Lucca e quella di Pisa, con le forze di polizia di Viareggio e Torre del Lago che dirottano su Vecchiano, prima che il traffico sia debellato di tempo ne passerà ancora. Eppure, un paio d’anni fa, era intervenuto anche il ministero dei trasporti. La cui Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime aveva elaborato una relazione di indagine nella quale si legge che «gran parte dei numerosi episodi di attraversamento della sede ferroviaria sono avvenuti per accedere alla pineta direttamente dalla via Aurelia». Nel documento a firma degli ingegneri Roberto Lucani e Marco Benedetti, componenti della apposita Commissione di indagine e datata maggio 2016, viene segnalato come «alcune delle zone attraversate dalla ferrovia nel tratto Pisa-Torre del Lago (in particolare quelle interne alla pineta) da anni siano diventate luoghi di spaccio di stupefacenti e di prostituzione, per cui numerose persone non autorizzate accedono e attraversano – sia di giorno che di notte – la sede ferroviaria». A distanza di un anno e mezzo è tutto uguale. (d.f.)
Il tappeto di siringhe in ogni angolo e tra i cespugli è la fotografia di quali traffici si consumino tra la stazione ed il ponte della Bufalina, sorta di enclave, appartenente per vicinanza ed affinità a Torre del Lago, ma di fatto governata da Pisa, perché alla Bufalina è già comune di Vecchiano e, dunque, provincia della Torre pendente.
«Qualche giorno fa – raccontano i residenti – abbiamo fotografato e filmato dei transessuali che espletavano i propri bisogni corporali accucciati tra i cespugli lungo i binari. Di giorno come di notte è tutto un camminare, a volte rincorrendosi, incontrandosi a gruppi. Dalla stazione raggiungono la Bufalina e poi tornano indietro e via di nuovo che arriva gente».
Al ponte in pineta si racconta vi sia un tavolinetto con la fila per acquistare gli stupefacenti. E che, quando c’è fila, ci scappi anche un caffè. Servizio completo. Tanto, nel rimpallo di competenze tra Prefettura di Lucca e quella di Pisa, con le forze di polizia di Viareggio e Torre del Lago che dirottano su Vecchiano, prima che il traffico sia debellato di tempo ne passerà ancora. Eppure, un paio d’anni fa, era intervenuto anche il ministero dei trasporti. La cui Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime aveva elaborato una relazione di indagine nella quale si legge che «gran parte dei numerosi episodi di attraversamento della sede ferroviaria sono avvenuti per accedere alla pineta direttamente dalla via Aurelia». Nel documento a firma degli ingegneri Roberto Lucani e Marco Benedetti, componenti della apposita Commissione di indagine e datata maggio 2016, viene segnalato come «alcune delle zone attraversate dalla ferrovia nel tratto Pisa-Torre del Lago (in particolare quelle interne alla pineta) da anni siano diventate luoghi di spaccio di stupefacenti e di prostituzione, per cui numerose persone non autorizzate accedono e attraversano – sia di giorno che di notte – la sede ferroviaria». A distanza di un anno e mezzo è tutto uguale. (d.f.)
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