Il Tirreno

Pisa

Buche e segnalazioni scarse, da rivedere i biglietti da visita

Da “Camel Trophy” le condizioni della strada che porta  al parcheggio, l’accoglienza ha bisogno di un salto di qualità 

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CALCI. Certosa di Calci, ora di pranzo. La prova sulla presenza di cartelli che indicano lo storico edificio, che fino a poco tempo fa mancavano, è positiva. Del complesso monumentale si trova traccia in vari punti del tragitto tra Pisa e la località del Monte Pisano e, se si eccettua un’indicazione al bivio tra la Sp 24 e la strada provinciale del Lungomonte Pisano coperta dalla vegetazione e da un cartello di “Stop”, sono tutti visibili.

Ma c’è un problema, arrivando da via Roma. La strada che porta al parcheggio è un vero “Camel Trophy”, tra buche, sassi di discrete dimensioni e segni di degrado che mal si sposano con la campagna per lanciare la Certosa nell’olimpo dei luoghi storici dove portare centinaia di turisti a settimana.

Il viaggio verso il gioiello calcesano è “suggerito” dalla segnalazione di Piero Tolaini, un cittadino che nei giorni scorsi ha accompagnato un suo amico che abita nel nord Europa a visitare la Certosa. «Mancano i cartelli che indichino il parcheggio», ha scritto in una lettera. E, una volta arrivati nell’area di sosta, «non ci sono segnali per l’ingresso», solo «la parte occupata dal Museo di storia naturale dell’Università» è ben visibile. In realtà, la “P” del parcheggio c’è, anche se nel cartello c’è scritto “museo”. Ma volendo ci si arriva, giungendo da via Roma. Il problema è la strada bianca che occorre imboccare per arrivare alla storica costruzione. Buche, avvallamenti, canali scavati dalla pioggia battente e mai riparati che rendono poco agevole il percorso. E poi, un piccolo corso d’acqua (secco) segnalato con un paio di transenne, vegetazione che andrebbe tagliata e, in generale, condizioni poco in linea con l’ambizione della Certosa di accogliere in maniera adeguata i visitatori.

Certo, molto è stato fatto rispetto al passato. Ma tanto sembra ci sia ancora da fare. Anche perché da via della Certosa, l’accesso al complesso dalla parte di Montemagno, la situazione non è migliore. Il parcheggio più ampio è un po’ troppo distante dall’ingresso, non è segnalato e la pulizia del verde non eccellente. Più avanti, proprio a ridosso del muro di cinta, c’è un’altra area di sosta, molto più piccola, con un’altra transenna che indica un parapetto rotto. Altro biglietto da visita che andrebbe rivisto per poter sperare davvero in un salto di qualità.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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